Vivere in un paese governato democraticamente è importante: la pensano così l’85% delle ragazze e il 73% dei ragazzi. Attenzione, però: ad affermare che sia “molto importante” sono molti di meno: rispettivamente il 58% e il 36%. Cala inoltre il numero di giovani che giudicano la democrazia, pur con i suoi problemi, la migliore forma di governo: le percentuali scendono al 79% delle femmine e al 63% dei maschi. E sono grosso modo queste le percentuali di quanti reputano le democrazie “adatte a mantenere l’ordine”.
Il sondaggio permette di quantificare con una certa precisione la minoranza – perché tale è – di coloro che criticano apertamente la democrazia, o mostrano evidente diffidenza verso di essa. A non ritenere importante vivere in un paese democratico sono il 12% dei maschi e appena il 3% delle femmine. Però, quando si tratta di considerarla la migliore forma di governo e adatta a mantenere l’ordine, la percentuale di quanti sono di parere contrario sale al 21-23% dei maschi e l’8-9% delle femmine. Complessivamente, dunque, quasi un giovane su sei mette in discussione la forma di democrazia nella quale viviamo.
L’entità del disagio giovanile emerge quando si prospetta l’eventualità dell’abolizione dei partiti: si dicono molto o abbastanza concordi quasi un maschio su quattro e il 13% delle femmine. A sottolineare tale disagio è l’elevata percentuale degli indecisi: il 26% del totale, con un picco del 29% tra le femmine.
Il fatto che il 53% dei giovani sia “poco” o “per nulla” d’accordo con l’abolizione dei partiti – una maggioranza non proprio schiacciante – non deve dunque illudere. L’amore della democrazia e il rispetto delle sue regole e dei suoi strumenti non possono che essere alimentati dalla “buona politica”, dalla credibilità dei partiti e di chi ne fa parte. Che buon esempio offrono ai nostri giovani cittadini adulti che, quasi per la metà, scelgono di non andare a votare? O partiti che cercano il contatto con gli elettori solo alla vigilia delle elezioni? Rischia pertanto di diventare naturale anche per i giovani credere che l’unica cosa da fare sia affidarsi all’uomo (o donna) forte, con carisma, con appeal sui social o in tv, abile nell’oratoria; un uomo (o donna) forte, che riesce a convincerti di avere cieca fiducia in lui (o lei) e di lasciar perdere i partiti: tanto “sono tutti uguali”!
Rispetto al sondaggio del 2018, cresce l’apprezzamento della democrazia tra le ragazze: sono il 16% in più quelle “molto d’accordo” nel considerarla migliore di ogni altra forma di governo. Cala un po’ tra i maschi, tra i quali crescono gli indecisi. Diminuiscono i giovani favorevoli a una eventuale abolizione dei partiti: sono un -11% tra i maschi e un -17% tra le femmine. Anche qui cresce in quantità significativa il numero degli indecisi.
Aumenta di un paio di punti percentuali il già elevato numero di giovani che nel 2018 consideravano importante vivere in un paese democratico; ma è un incremento dovuto alle femmine (+6%). Diminuisce del 6% la percentuale di coloro che non lo giudicano importante. Tuttavia aumenta del 4% la schiera di chi non sa dare una risposta.
Le fotografie nel sito, se non dell’autore, provengono per lo più dalla Fototeca Tifernate On Line.
Si chiede a quanti attingeranno informazioni e documentazione di citare correttamente la fonte.