Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Gli anni '60: cambiamenti e compimento dell'Unità

I primi cambiamenti

A Città di Castello la riorganizzazione amministrativa prese forma il 13 settembre. Gualterio chiamò a far parte della commissione provvisoria municipale Florido Pierleoni, Annibale Mancini, Lorenzo Alippi, Antonio Beccherucci, GioBatta Gnoni, Giosuè Palazzeschi e GioBatta Signoretti, che assunse la carica di facente funzione di gonfaloniere. Inoltre, per gestire le questioni di polizia amministrativa e giudiziaria, nominò...

Il plebiscito e l’annessione al Regno d’Italia

Il plebiscito per sancire l’annessione di Città di Castello e dell’Umbria al Regno d’Italia fu convocato per il 4 e 5 novembre 1860. Potevano votare tutti gli uomini che godevano dei diritti civili e con almeno 21 anni di età. Bisognava esprimersi con un Si o un No sulla proposta “Volete far parte della Monarchia Costituzionale del Re Vittorio Emanuele?” Si poteva indicare la propria volontà con una...

Stato e Chiesa

Nelle prime settimane di amministrazione, le autorità civili insediate dal regno sabaudo fecero il possibile per tenere vivo un filo di dialogo con la Chiesa locale. In effetti i primi segnali furono di reciproca comprensione. Ma la tensione crebbe in occasione del plebiscito, anche se non si giunse a uno scontro aperto. Nella seconda metà del novembre 1860 il clero entrò in fibrillazione, anche perché chiamato alla consegna...

Il malcontento dei tifernati

Una mobilitazione unitaria vi fu a difesa del patrimonio di dipinti, oggetti di belle arti, libri e documenti degli enti ecclesiastici soppressi. L’articolo 20 del decreto dell’11 dicembre 1860 prevedeva di devolverlo a biblioteche e istituzioni scolastiche. Quando però parve concretizzarsi l’eventualità che tale patrimonio fosse tolto alla città per essere assegnato all’Accademia di Belle Arti di Perugia,...

Mobilitazione patriottica per la guerra all'Austria

Il giovane Stato italiano continuò a perseguire l’agognato obbiettivo di estendersi all’intera penisola. Nel 1866 si concretizzò la possibilità di un nuovo attacco all’Austria per liberare le regioni del nord-est ancora sotto il suo dominio. Il comune interesse di Prussia e Italia di ridimensionare l’impero austriaco indusse i due regni a contrarre un’alleanza militare. Il 7 maggio di quell’anno...

La terza guerra di indipendenza

Con un manifesto datato 20 giugno 1866, re Vittorio Emanuele II annunciò agli italiani l’entrata in guerra contro l’Austria. L'alleata Prussia aveva da poco iniziato le ostilità ed ora spettava all’Italia attaccare l’Austria sul suo fronte meridionale. Ma il breve conflitto non ebbe affatto lo sviluppo trionfale in cui gli italiani speravano. Appena quattro giorni dopo il manifesto del re, l’esercito italiano...

Mobilitazione garibaldina

Nell’estate del 1867 l’ambiente patriottico di Città di Castello era ancora in fermento. Un attivissimo Garibaldi stava predisponendo un piano per invadere il residuo territorio pontificio e occupare Roma. L’occasione sembrava propizia perché dal dicembre del 1866 la città non era più presidiata dalle truppe francesi, in esecuzione di un accordo bilaterale con il regno d’Italia che si impegnava a...

Garibaldini tifernati nell'Agro Romano

Tra i garibaldini che combattevano nell'Agro Romano vi era un nutrito contingente di tifernati. Non si sa con precisione né come né quando lasciarono la città. Giuseppe Amicizia ne calcolò il numero in 99, tra cui un ufficiale. Le testimonianze di alcuni di essi provano come la spinta ideale non fosse supportata da un’adeguata dotazione di armi. La batteria di artiglieri garibaldini che si sarebbe distinta nella presa...

La sconfitta di Mentana

L’esito finale della battaglia fu disastroso. Era il 3 novembre. Garibaldi attese vanamente l’auspicata grande insurrezione dei romani. Intanto il corpo di spedizione inviato dall’imperatore francese Napoleone III in aiuto al papa si stava ormai avvicinando. Lo scontro decisivo avvenne a Mentana. I garibaldini, inferiori in numero e armamenti, soccombettero. Tra i caduti vi furono i tifernati Angelo Marioli e Luigi Nicasi. Studente...

Gli esuli romani a Città di Castello e la presa di Roma

L’infelice esito della campagna dell’Agro Romano non depresse l’ambiente patriottico tifernate. Si nutriva la certezza che stessero maturando le condizioni per l’attacco finale a Roma e che bisognasse solo attendere le circostanze propizie. A tener desta l’aspirazione contribuì pure un attivo nucleo di esuli romani, rappresentato a Città di Castello da Luigi Marcozzi, pure lui reduce di Mentana. La sua...