Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Ultimo atto: Città di Castello diventa "italiana"

Il garibaldino Giuseppe Polidori

Furono sei i volontari umbri che partirono da Quarto con Garibaldi per la leggendaria impresa della liberazione dell’Italia Meridionale soggetta al Regno delle Due Sicilie. Uno di essi, Giuseppe Polidori, era altotiberino.
Nativo di Montone, Polidori viveva a Città di Castello con il fratello e lavorava come commesso in un negozio. Aveva 23 anni quando, nel 1859, si arruolò volontario nell’esercito piemontese e combatté a San Martino. Il 23 aprile dell’anno dopo disertò per raggiungere i Mille di Garibaldi in partenza da Quarto. Era sotto falso nome: Gioacchino Calamandrei. Fece tutta la campagna del Meridione con i gradi di sergente; poi, a Capua, lo promossero sottotenente. Poté poi beneficiare dell’amnistia concessa ai disertori dell’esercito regio, ma dovette abbandonare la vita militare nel novembre del 1862 per problemi di salute. Morì nel giugno del 1864. Fu sepolto nella città di adozione, nel cui cimitero si leggeva l’epigrafe: “Onorate la spoglia mortale / di Giuseppe Polidori / che / duce il General Garibaldi / accorso co’ Mille a Marsala / meritò grado di sottotenente a Capua / e vittorioso, non vile / tornato alla patria Terra / per improvviso morbo / perdeva nel fior degli anni la vita / che anelò dare alla salute d’Italia”. In seguito Montone ottenne di poter traslare la salma nel proprio cimitero, dove il 18 settembre 1904 fu inaugurato un monumento disegnato dal montonese Angiolo Migliorati e realizzato in maiolica dallo scultore perugino Angelo Biscarini.
 
L'articolo è un estratto, privo delle note che corredano il testo di Alvaro Tacchini nel volume: Alvaro Tacchini - Antonella Lignani, “Il Risorgimento a Città di Castello” (Petruzzi Editore, Città di Castello 2010).