Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Patrioti tifernati in armi e Giuseppe Garibaldi (1848-1849)

La spedizione in Veneto nel 1848

Nel 1848, in un’Europa in tumulto, dopo le insurrezioni anti-austriache di Venezia e Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto mosse guerra all’Austria. Alla fine di marzo, l’invasione del Lombardo-Veneto da parte delle truppe sabaude parve segnare l’avvio della liberazione del territorio italiano dall’occupazione straniera. Tali erano le attese in tutta la Penisola di quanti nutrivano la speranza di un Risorgimento italiano...

La difesa di Venezia

Altre vittorie austriache nelle settimane successive costrinsero Carlo Alberto a firmare, il 9 agosto, l’armistizio di Salasco. Mentre le città italiane che si erano liberate tornavano sotto il giogo austriaco, solo Venezia, sotto assedio da luglio, continuava a resistere. A difendere il forte di Marghera si trovarono anche Baldeschi, Tommasini Mattiucci e un folto gruppo di concittadini. Dimostrarono grande spirito ideale, perché...

Una battaglia a Marghera

In una lettera del 10 luglio Baldeschi descrisse vividamente una battaglia sotto il forte di Marghera che vide impegnati numerosi tifernati: “Ieri fu una giornata che può dirsi gloriosa per i volontarj di Castello, perché io, alla testa dei medesimi, uniti ad un’altra frazione di compagnia, facessimo sì che il nemico non si avanzasse sotto il tiro del cannone per dare un assalto al forte. Verso le 2 dopo mezzogiorno...

Sconfitti a Venezia

Durante l’estate un nuovo nemico finì con il prostrare i difensori di Venezia: un’epidemia di febbre. Impressionano le notizie che Baldeschi inviava a Città di Castello: “Le nostre Caserme sono tanti ospedali, se ne sono ammalati più di due terzi colle febbri” (24 luglio); “Or ora non ci è più chinino per troncare le febbri, e la china non fa effetto. Poveri soldati!” (18 settembre);...

La difesa della Repubblica Romana nel 1849

Per la difesa della Repubblica Romana si mobilitarono diversi patrioti di Città di Castello. Vari documenti provano che insieme al fabbro Francesco Milanesi si trovavano il barbiere Settimio Lensi, il tipografo Luigi Saia, il sarto Geremia Guerrieri e il vasaio Luigi Pasqui. Ma diversi altri tifernati combatterono per respingere gli attacchi francesi. Il cappellaio Florindo Antimi fu ferito al braccio destro; volle continuare a combattere e...

Garibaldi a Citerna

Persa ogni speranza di difendere con le armi la Repubblica Romana, il 2 luglio 1849 Giuseppe Garibaldi iniziò la leggendaria marcia che lo avrebbe portato, attraverso Lazio, Umbria e Toscana, a raggiungere l’Alta Valle del Tevere la sera del 23. Erano ormai con lui solo duemila uomini. Decise di passare la notte sull’altura di Citerna, in posizione strategica migliore per resistere ad eventuali attacchi. Le truppe austriache lo...

La fuga di Garibaldi verso l'Adriatico

I fuggiaschi imboccarono la via di Bocca Trabaria e, pur tra tante difficoltà, si aprirono la strada verso San Marino, che il 31 luglio concesse asilo ai superstiti della grande ritirata. A Citerna si erano uniti a Garibaldi, sebbene egli avesse con franchezza esposto i rischi ai quali andavano incontro, i tifernati Luigi Gabriotti, Annibale Donini, Vincenzo Lupatelli e Vincenzo Giorgi, che aveva disertato le armi pontificie. Gabriotti non...