Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Uno svizzero a Città di Castello

L'incontro con Lapi

Di tutti quei forestieri che, una volta insediatisi a Città di Castello, non l’abbandonano più, si dice che hanno bevuto l’acqua del santo patrono, San Florido. Ebbene, anche Hartmann “bevve l’acqua di San Florido”. Era nato nei pressi di Zurigo nel 1863, da Ulrico e Margherita Lips. Il padre possedeva una manifattura di zucchero. Sin da giovane Enrico si sentì attratto dall’Italia e prese...

La famiglia

Hartmann soleva tenere un suo diario quotidiano in agendine. E’ in quella del 1886, a giugno, che cominciò ad annotare le sue esperienze a Città di Castello. Allora scriveva esclusivamente in tedesco. Un’integrale lettura dei diari - rimasti finora nell’archivio di famiglia - rivelerebbe senz’altro aspetti molto interessanti non solo della sua biografia, ma anche della storia sociale di Città di Castello. Hartmann...

Litografo sopraffino

Alla “Lapi” non mancò certo lavoro raffinato per Hartmann, il quale era inoltre assorbito dall’impegno più propriamente commerciale, come la realizzazione di carte intestate, etichette, biglietti da visita, cartoline, partecipazioni per nozze, depliant e altro materiale pubblicitario per una clientela diffusa in tutt’Italia. Di quanto egli eccellesse in tale ambito portano testimonianza numerosi esemplari, conservati...

La Litografia Hartmann

Dopo la morte di Lapi nel 1903 - di infarto, a Vallombrosa, mentre stava passeggiando nel bosco con Hartmann e altri amici -, Enrico rimase ancora alcuni anni nello Stabilimento. Però lo amareggiarono in modo crescente le discordie intestine che minarono l’operatività dell’azienda e ne ridimensionarono gli orizzonti. Venuto a mancare il carisma del suo fondatore, essa fu scossa da crisi così violente che ne misero...

Tifernate d'adozione

Raccontano i famigliari che il giorno in cui Hartmann morì, nel 1948, si era fatto il “giro delle quattro porte” della città. Leggendario camminatore, Hartmann soleva quotidianamente passeggiare a lungo, in ogni stagione, talvolta sia durante la pausa dal lavoro di mezzogiorno, sia la sera, percorrendo la via di circonvallazione o raggiungendo le varie località a qualche chilometro di distanza da Città di Castello:...

Il fotografo

In tante sue fotografie si rispecchiano - ora nelle occupazioni quotidiane, ora nel tempo libero - sia la borghesia tifernate, sia il ceto contadino. Non si tratta di immagini prodotte con consapevoli intenti artistici; né di una sistematica opera di documentazione. Si ha l’impressione che Hartmann, in genere, intendesse semplicemente “cogliere” dei momenti per lui significativi, tanto per serbarne il ricordo: il ritratto...

Hartmann e l'Alta Valle del Tevere

I paesaggi che Hartmann fotografò e raccolse nei suoi album raffigurano l’intera vallata, dalle Balze a Umbertide. Nel caso di alcuni borghi e villaggi si tratta delle loro foto più antiche. Di quanto l’Alta Valle del Tevere affascinasse questo nostro cittadino d’adozione ne sono prova le sue agende annuali. Non è raro trovare, persino nelle più piccole, schizzi minuti di paesaggi che gli ricordavano una...

Cosa ci ha lasciato

Cosa ci ha lasciato   La mostra “Enrico Hartmann a Città di Castello” (7-27 dicembre 2001), da me curata, è stata allestita dal Centro Fotografico Tifernate, con il patrocinio del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, della Scuola Operaia “Bufalini” e dell’Accademia degli Illuminati. Le foto esposte, che risalgono agli anni 1891-1902, sono raccolte nel catalogo...