Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Musicista eclettico

La famiglia e gli stimoli

Aveva solo 43 anni Arcasio Arcaleni quando, il 6 giugno 1883, ebbe il suo diciassettesimo figlio, Roberto. Ma lui e la moglie Esterina Innocenti non si accontentarono: tre anni dopo nacque l'ultimo pargolo e gli dettero il nome del padre di lei, Assalonne. È una consolidata tradizione orale ad assicurare che la coppia ebbe diciotto figli. Nei registri anagrafi comunali, però, si è riusciti a trovar traccia solo di tredici. Fino...

Precocità artistica

Della precocità artistica di Roberto è testimonianza un episodio che, per quanto leggendario, viene tramandato come la prima manifestazione del suo destino musicale. Un giorno, un amico volle condurre Arcasino in Duomo per fargli esprimere un giudizio sulle capacità di un giovanissimo organista che si stava addestrando. Seduto sulle panche della cattedrale, Arcaleni rimase affascinato dalla maestria del fanciullo. Solo allora...

L'ambiente culturale

La sua maturazione artistica avveniva in un ambiente, per quanto provinciale, non privo di stimoli. La vita culturale cittadina traeva linfa dall'assidua partecipazione di artigiani e operai, specie tipografi, alle poche ma vivaci iniziative dell'epoca. La Banda Municipale vantava una vita secolare; riusciva a superare periodiche crisi proprio in virtù dell'attaccamento dei musicisti. In campo teatrale, l'Accademia Filodrammatica Tifernate...

La lirica

Erano la musica e l'attività filodrammatica, pertanto, ad apparire ai ceti popolari come lo strumento di più facile appropriazione per la propria emancipazione culturale. E se un piccolo borgo di provincia ancora povero ed emarginato come Città di Castello s'infiammava per la lirica, non poteva non pulsare per l'Opera il cuore di Roberto Arcaleni, anch'egli di una famiglia operaia e artigiana con la musica nel sangue. Le suggestioni...

Con il Circolo Nova Juventus

In quei primi anni del secolo, altri avvenimenti contribuirono a delineare la personalità artistica di Arcaleni. Significativo fu il suo incontro con don Enrico Giovagnoli, il giovane sacerdote che promosse il circolo Nova Juventus e fece di Città di Castello il centro di un innovativo movimento religioso diffusosi in diverse regioni italiane. Giovagnoli volle scuotere dall'apatia una Chiesa da lungo tempo incapace di aggregare con efficacia...

Banda e scuola di musica

Appena ventitreenne, quindi, Arcaleni già mostrava una spiccata personalità ed quell'eclettismo che gli avrebbero permesso in poco tempo di prendere in mano le redini, in ambito tifernate, sia della musica sacra che della profana. Intanto coronava il suo sogno d'amore, sposando la cugina Annita. Era figlia di Felice, uno dei fratelli di Arcasio, padre del “Maestrino”. Anche questo ramo degli Arcaleni, detti “di sopra”...

Cori per le opere

Una nuova stagione di intensa produzione culturale parve delinearsi nell'estate del 1914, nonostante i venti di guerra che già soffiavano sul resto d'Europa. Il sipario del Teatro degli Illuminati si aprì sul "Mefistofele" di Arrigo Boito. Si trattò di un'opera di grande difficoltà ma di notevoli soddisfazioni per i musicisti di Città di Castello: Ajace Borelli, insegnante di strumenti a corda alla scuola...