Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Eroe della Grande Guerra

Volontario in guerra

Dalle elezioni del 1913 alla Grande Guerra Venanzio Gabriotti continuò a lavorare a Roma, estraniandosi dalla vita pubblica tifernate e dalle contese politiche che mantenevano spessa la barriera di incomunicabilità tra gli schieramenti. Si viveva ancora in un clima di forte tensione, con incidenti rivelatori di una persistente eccitazione degli animi. Nella tarda serata del 26 febbraio 1914, mentre tornava in treno da Gubbio, Carlo...

Eroismo

Il ritorno in prima linea provocò in Gabriotti sensazioni angosciose. Vide rovine e devastazioni in luoghi che ricordava fertili e rigogliosi di vita. Il suo reparto, la brigata Forlì del 43° reggimento fanteria, fu coinvolto in furiosi scontri all'inizio di luglio nella Val d'Assa, presso Roana. Nella prima vera prova del fuoco emerse il coraggio e l'altruismo di quest'uomo così alieno dalla retorica e diverso, anche fisicamente,...

Il ferimento

Quando Gabriotti rientrò in licenza, la vita a Città di Castello stava tornando alla normalità dopo il terremoto del 26 aprile. Si sentiva però a disagio nell'ozio della licenza, mentre i suoi uomini stavano combattendo in prima linea. Appena seppe dell'invio del reggimento sull'Isonzo, in un nuovo delicato settore del fronte, decise di interrompere il permesso e di ricongiungersi al reparto. Lo raggiunse nel primo pomeriggio...

Da Caporetto alla vittoria

"25 ottobre 1917. Notte. Grande azione sulla Bainsizza. Passano molti prigionieri; ma anche molti nostri soldati che si ritirano. Pare che il nemico abbia sfondato la linea nostra..." Con frasi succinte e cariche di tensione Gabriotti annotò sul taccuino le drammatiche vicende della sconfitta di Caporetto e della precipitosa e disordinata ritirata dell'esercito italiano. "Ore 15.30: giunge ordine disfare tende e partire subito....