Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

La Fattoria e i suoi stabilimenti

Il primo magazzino

  Come magazzino per il ritiro del prodotto coltivato dai suoi aderenti, nel 1910 il Sindacato per l'Esportazione dei Tabacchi prese in affitto dalla Congregazione di Carità tifernate dei locali appartenenti all'Opera Pia Muzi-Betti. Si situavano nell'odierna Via Oberdan (già Via in Pareti o Via dello Spedale) ed erano sottostanti l'orfanotrofio femminile. Il complesso includeva un ampio corridoio e quattro ambienti; in quello...

L'ampliamento della sede nei primi anni '20

  Subito dopo la conclusione della Grande Guerra si rese necessario un ulteriore ampliamento della sede operativa nell'immobile dell'ente assistenziale tifernate. Così, nel dicembre 1918, oltre alla proroga dell'affitto, la Fattoria ottenne di potervi includere l'orticello dell'Opera Pia Muzi-Betti e la casa annessa alla chiesa di Santa Caterina, con il suo orto. Di lì a poco la Congregazione avrebbe ceduto anche la sagrestia della...

Necessità di ulteriori spazi

  Quattro anni dopo la Fattoria dovette constatare che il suo complesso produttivo non bastava più. Il censimento industriale comunale del 1928 quantificò in 292 gli addetti. Il loro lavoro consisteva nel raccogliere il tabacco già confezionato in colli dai soci coltivatori e nel trattamento della foglia grezza nelle fasi successive di cernita, ammannocchiamento, raffinamento, incannamento e imbottamento. Quindi il tabacco...

L'espansione degli anni '30

  Quando la Fattoria iniziò a produrre e trattare il Virginia Bright, lo stabilimento si dimostrò inadeguato. Quella specie di tabacco che, nelle parole di Dino Garinei, richiedeva “terreno adatto, colono adatto, locali sufficienti”. Quanto alla necessità di ambienti appropriati, il direttore così si espresse nel 1932: “[...] si ritiene che collocati quest'anno 15 ettari per la cura in campagna,...

La palazzina Vincenti e la chiesa di Santa Caterina

  Nel 1939, mentre i dipendenti dello stabilimento raggiungevano il numero di 680, l'azienda rilevò da Dina Vincenti la palazzina adiacente l'ex chiesa di Santa Caterina, con l'orto annesso, e l'area della segheria Garinei, con il fabbricato lungo Via Borgo Farinario. Per realizzare, come nelle intenzioni, un unico insediamento produttivo tra l'ex convento di San Domenico e le mura, la Fattoria chiese al Comune di chiudere Via del Campaccio,...

Lo stabilimento nei primi anni del dopoguerra

  Nelle condizioni di grave emergenza dell'immediato dopoguerra, non venne considerata una priorità la ricostruzione dei locali distrutti. Per depositare il tabacco prodotto e lavorato negli anni 1944 e 1945, una quantità assai inferiore agli anni precedenti, bastarono degli ambienti presi in affitto. Ma già nel 1946, con la produzione che stava tornando a pieno regime, divenne indifferibile dotarsi di un nuovo magazzino...

Gli essiccatoi per il sub-tropicale

  A quel punto era stato utilizzato e razionalizzato tutto lo spazio disponibile per lo stabilimento di città. Mentre cresceva l'incidenza della produzione di tabacco sub-tropicale, una ulteriore espansione era possibile solo nella zona periferica di Rignaldello. A tal fine la Fattoria si premunì ampliando notevolmente il terreno di sua proprietà tra il 1952 e il 1956. La costruzione dei grandiosi stabilimenti per l'essiccazione...