Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Dal Kentucky al Virginia Bright

Il quadro economico

  Gli effetti della grave crisi economica internazionale innescata dal crollo della borsa americana nel 1929 si riverberarono con il tempo anche localmente. Nel redigere il rendiconto dell'esercizio 1931 della Cassa di Risparmio tifernate, il commissario Rodolfo Bruscagli ammise che una zona essenzialmente agricola come l'Alta Valle del Tevere aveva “veramente incominciato nel 1931 a risentire profondamente della crisi generale",...

La sperimentazione del Bright

  “I gusti dei fumatori si spostano rapidamente, con accelerata progressione dal tabacco alla sigaretta”. Questa constatazione significò il ridimensionamento del tabacco Kentucky, usato per la confezione di sigari toscani, e la coltivazione di una crescente quantità di Virginia Bright, il più adatto per miscele di sigarette. La politica del Monopolio, che era riuscito a liberare “quasi completamente”...

Una sfida

  Quanto fosse impegnativa la coltivazione del Bright ebbe a sottolinearlo Giulio Pierangeli, avvocato della Fattoria e ascoltato consigliere dei procuratori e del direttore: “Le foglie del Virginia sono molto più delicate di quelle del Kentucky, ed è necessario collocarle nei locali di cura nella stessa giornata in cui vengono colte, senza esporle al sole: pesano quattro o cinque volte meno, e quindi per avere un quintale...

La coltura del Bright su vasta scala

  Nel primo anno si ripartirono fra i proprietari 20 ettari di Bright per la consegna allo stato secco; il prodotto dei restanti 35 fu consegnato allo stato verde al magazzino, attrezzato con sei nuove celle di essiccazione. Ai promettenti risultati conseguiti dalla Fattoria nella campagna del 1932, fecero riscontro gli altrettanto soddisfacenti esiti dell'esordio con il Bright da parte delle altre aziende altotiberine: il Consorzio Tabacchicoltori...

Fattoria e fascismo

  La Fattoria, cioè, avrebbe operato in stretta intesa con le articolazioni di un regime ormai consolidato, il cui sostegno del resto era essenziale per la vita stessa dell'azienda. Emblematico quanto avvenne proprio in quel periodo. Tutto il gruppo dirigenziale della Fattoria decise di prendere la tessera del Partito Nazionale Fascista, per eliminare possibili problemi nelle relazioni con le autorità politiche ed economiche e...

Il tentativo di socializzazione

  Tra la fine del 1943 e i primi mesi del 1944, nel breve periodo di esistenza del fascismo repubblicano, il regime avrebbe voluto che la Fattoria diventasse un organismo cooperativo emblematico del nuovo corso economico prospettato dalla Repubblica Sociale Italiana. Nel dicembre 1943 Sergio Rossi riferì delle pressioni politiche affinché – si legge nei verbali aziendali – “la Fattoria si trasformi in una cooperativa...

Le distruzioni belliche

  Già il bombardamento del 23 gennaio 1944 aveva creato vasta inquietudine tra le maestranze: una delle tre vittime era proprio un operaio della Fattoria. Poi il panico provocato dai continui allarmi aerei e gli ulteriori bombardamenti indussero una parte cospicua del personale ad assentarsi dal lavoro. Le folate distruttive della guerra investirono anche la Fattoria tra il giugno e il luglio 1944. Le truppe tedesche in ritirata presero...