Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Lapi, Carducci e i "Rerum Italicarum Scriptores"
Fu soprattutto la collaborazione di Giosuè Carducci con l’editore tifernate Scipione Lapi a lasciare un’impronta indelebile nella vita locale e a proiettare Città di Castello nello scenario culturale nazionale. Il sodalizio tra i due personaggi rese possibile la realizzazione di un monumento della storiografia e dell’editoria italiane: la ristampa dei “Rerum Italicarum Scriptores” di Ludovico Antonio Muratori.
I testi proposti mancano delle note che accompagnano il saggio Giosuè Carducci, l’Alta Valle del Tevere e la cittadinanza onoraria di Città di Castello, in “Pagine altotiberine”, n. 31, 2007.

Lapi "corteggia" Carducci

L’intraprendente Lapi si conquistò la fiducia del poeta facendogli dono di un suo volume, da lui molto apprezzato per la veste tipografica. Ringraziandolo per i lusinghieri giudizi, nell’ottobre del 1886 Lapi gli scrisse: “La sua lode alle mie povere edizioni mi lusinga immensamente e m’indica che la via semplice e non rumorosa che percorro non è poi tanto cattiva. La mia sarà un’esistenza modesta...

La ristampa dei "Rerum Italicarum Scriptores"

A quell’epoca Lapi era già riuscito a conquistare Carducci a un ben altro progetto di straordinario valore culturale e di complesso impegno editoriale: la ristampa critica dei Rerum Italicarum Scriptores,la raccolta degli storici italiani dal VI al XVI secolo ordinata da Ludovico Antonio Muratori nella prima metà del ‘700. L’ambiziosa iniziativa prese corpo nel 1893. A settembre il ministro della Pubblica Istruzione...

Le difficoltà finanziarie di Lapi

Carducci avrebbe dunque dovuto consegnare la prefazione per l’aprile del 1894, ma i tempi erano destinati a dilatarsi. Infatti tutto rischiò di andare a monte proprio in quell’anno, quando lo Stabilimento Lapi, che, per quanto rinomato, soffriva di cronica carenza di capitale, si trovò in gravi difficoltà finanziarie. Se ne ha traccia anche nella corrispondenza tra Lapi e Carducci. A luglio l’editore insistette...

La prefazione di Carducci

Lapi poté quindi riprendere a tessere la trama per la ristampa dei Rerum. Tuttavia il superamento di complesse difficoltà tecniche, organizzative e redazionali mise a dura prova l’editore e Fiorini. Quando poi il progetto prese a concretizzarsi, ci si mise di mezzo pure l’ostilità dell’Istituto Storico di Roma, alimentata sia da preoccupazioni sulla scientificità dell’iniziativa di Lapi e Fiorini,...

L'intesa tra Carducci e Lapi

Mentre ferveva il lavoro di composizione e stampa dei Rerum allo Stabilimento Lapi, lo scambio epistolare tra Carducci e l’editore si infittì. Si legge in una nota dell’editore del 24 febbraio: “Carissimo professore, se Ella mi potesse favorire quelle due righe di dedica per Margherita di Savoia e rimandarmi la bozza del frontespizio che le invio, potrei stampare il primo foglio dove mi capita il ritratto del Muratori la di...

Contro le trame ostili

Le prime copie dei Rerum videro finalmente la luce nel corso del mese di aprile. Il 1° maggio Carducci chiese a Lapi di inviare i primi due volumi stampati al marchese Alessandro Albicini e aggiunse: “Per il bene dell’edizione raccomando la spedizione sollecita dei primi fascicoli. Occorre che a questi ne faccia seguire altri; fatti egualmente bene, anzi benissimo. Senza interruzioni”. Compiuta la stesura della prefazione, Lapi...

Il "plauso" degli storici

La ristampa dei fascicoli dei Rerum Italicarum Scriptores procedette con solerzia e con legittima soddisfazione dei suoi promotori. Il numero degli abbonati crebbe, fino a sfiorare i 500, considerata la quota minima per garantire autonomia finanziaria al progetto. Scipione Lapi continuò a dedicarsi con passione e dinamismo all’attività editoriale; la ristampa dei Rerum rappresentava per lui un ulteriore prestigioso biglietto da...

I "Rerum" dopo la morte di Lapi

L’appagamento per il successo conseguito forse non riuscì a compensare la latente prostrazione per le fatiche accumulate. Il 3 settembre di quell’anno Scipione Lapi moriva d’infarto a Vallombrosa. Unanimi furono il cordoglio e le attestazioni di stima per quest’uomo che dal niente aveva portato a livelli industriali e al prestigio nazionale la tipografia tifernate. Raffaele de Cesare ricordò l’“idealista...

La cittadinanza onoraria a Carducci

Consapevoli del ruolo decisivo recitato da Carducci per l’affermazione di Scipione Lapi e del suo Stabilimento, e quindi della stessa economia locale, il municipio di Città di Castello sentì doverosa una pubblica attestazione di stima nei suoi confronti. Nell’acclamarlo cittadino onorario, il 29 agosto 1905, si placarono una volta tanto in consiglio comunale le acute tensioni che opponevano la maggioranza liberal-monarchica...