Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Nascita e sviluppo dell'industria
Questa sezione del sito propone una ricostruzione storica molto sintetica dello sviluppo dell’industria tipografica tifernate dalla nascita dello Stabilimento Lapi agli anni ’80 del XX secolo. I brani, privi delle note che accompagnano i testi originali, sono tratti dai miei lavori La stampa a Città di Castello. Tipografie e tipografi dal 1538 ad oggi (Città di Castello 1987) e Da Scipione Lapi all’industria distrettuale: un’altra piccola grande storia di provincia in Esperienze di sviluppo locale e dinamiche dell’industria manifatturiera umbra, a cura di Pierluigi Grasselli e Francesco Musotti (Milano 2003).

Scipione Lapi tipografo ed editore

Nei decenni a cavallo dell’Unità italiana, la Tipografia Donati seppe mantenersi al servizio della comunità, soddisfacendone con perizia le richieste. Nel 1872, dunque, quando l'ingegnere e professore di matematica Scipione Lapi avviò un laboratorio litografico, a Città di Castello non si sentiva la necessità di un'altra e più consistente tipografia. Si tramanda che, originariamente, l'intraprendente...

Lo sviluppo dello Stabilimento Lapi

In effetti l'azienda aveva conosciuto un considerevole sviluppo. I 49 dipendenti del 1884 erano diventati un centinaio nel 1889, molti dei quali donne impiegate come compositrici a mano, mettifoglio sulle macchine da stampa e operaie nel reparto legatoria. Lo Stabilimento s'era dotato di macchinario all'altezza dei tempi, di una motrice a vapore e di una propria fonderia di caratteri. Inoltre Lapi aveva chiamato a sè valenti tecnici forestieri,...

Lapi e Città di Castello

Lapi fu tutt'altro che un predicatore nel deserto. Evidentemente trovò nella Città di Castello post-unitaria, che si svegliava da un torpore antico, l'humus favorevole per sostenere le sue ambizioni. Quella tifernate era infatti una comunità in gran parte povera, però vitale, non ripiegata su se stessa. Lo provavano diversi elementi: il fiorente associazionismo, soprattutto in campo mutualistico, testimoniava di forti vincoli...

Il testamento di Lapi

Con il suo testamento, a conferma dello stretto legame con i dipendenti, Lapi espresse il desiderio di lasciare in eredità la tipografia - "pensiero e faro" della sua vita - in "proprietà cooperativa, in ragione del tempo che ha appartenuto ciascuno allo Stabilimento, di tutto il personale". L'eccezionale gesto mantenne solo un valore simbolico, perché il grave indebitamento e obbiettive difficoltà giuridiche...

Nasce la Scuola Editrice Cooperativa, poi "Leonardo da Vinci"

Inoltre, con il venir meno del carisma di Scipione Lapi, che aveva saputo mantenere la più importante azienda tifernate al di sopra delle controversie cittadine, anch'essa diventò teatro di un duro scontro fra schieramenti contrapposti. All'inizio del Novecento il movimento dei lavoratori acquisì autorevolezza e crescente forza politica e sindacale. I liberal-monarchici mostrarono pari decisione nel voler mantenere la loro egemonia....

La fondazione della "Unione Arti Grafiche"

L'altra grande azienda destinata a completare il panorama dell'industria tipografica locale - l'"Unione Arti Grafiche" - sorse in circostanze drammatiche. Nel 1909 i tipografi della "Lapi", lamentando difficili condizioni di vita, richiesero aumenti salariali e una nuova disciplina dell'apprendistato. Seguì un logorante braccio di ferro tra sindacato e proprietà. Le maestranze finirono con l'accettare le proposte...

Una città di tipografie

Nel 1910 il tribunale di Perugia dichiarava il fallimento della "Lapi" che, nel gennaio del 1911, venne messa all'asta e acquistata da una società costituita dai vecchi creditori. L’azienda, acquistata nel 1915 dalla casa editrice "Dante Alighieri", fu indirizzata verso la stampa di libri scolastici. Poté così raggiungere una solida posizione finanziaria e attirò consensi per la qualità...

Prestigio e limiti delle tipografie tifernati

Per l'economia locale la crescita dell'industria tipografica apriva prospettive incoraggianti. Allo scoppio della prima guerra mondiale già occupava circa 150 addetti, numero che sarebbe cresciuto considerevolmente nei due decenni successivi. Nel 1933, infatti, il numero unico "La Bozza" indicava in circa 370 il numero degli addetti, includendovi la "Pliniana" di Selci. Se ne calcolavano 120 alla "Lapi", 110 alla...

Nel mondo tipografico

Le retribuzioni dei tipografi, generalmente superiori a quelle delle altre categorie di operai, si mantennero in assoluto abbastanza modeste; continuarono però a garantire un reddito relativamente sicuro a un segmento significativo della popolazione urbana. I tipografi si sentivano gratificati anche dall'opinione corrente, che li considerava un gradino più in alto degli altri lavoratori dipendenti. Un particolare rilievo assumeva l'impiego...

I primi anni del dopoguerra

Quando la guerra investì l'Alta Valle del Tevere, l'industria tipografica di Città di Castello pagò un prezzo elevato. Dopo il bombardamento del 14 maggio 1944, del salone di lavorazione della "Lapi" non rimasero che macerie. Le altre aziende fortunatamente sopravvissero alle distruzioni e ai saccheggi perpetrati dai tedeschi durante il passaggio del fronte. La ripresa produttiva, però, dopo la paralisi di quelle...

I travagli degli anni '50

Nel 1951 le tipografie di Città di Castello occupavano 224 addetti. Si trattava del secondo settore industriale dal punto di vista occupazionale, superato solo dagli stabilimenti di raccolta e prima lavorazione del tabacco, che contavano ben 1.384 unità lavorative. L'economia del territorio restava ancora prettamente legata all'agricoltura, con il 65,1% della popolazione attiva che vi si dedicava. La "Lapi" stava...

Nuovi sviluppi industriali

In questi ultimi quarant'anni il volto dell'industria tipografica tifernate è completamente mutato. Mentre la "Grifani-Donati", ancora nella sua vecchia sede di corso Cavour, conserva suggestive vestigia della bottega di un tempo, le grandi aziende "storiche" hanno man mano cessato di esistere e i nuovi proprietari ne hanno cambiato la denominazione e, per molti aspetti, le caratteristiche. Del passaggio da "Leonardo...
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