Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

La tipografia nel XX secolo

La nuova dimenzione dell'azienda

Nel secondo decennio del secolo si diramò una rete di aziende tipografiche che, consolidatasi in epoca fascista, sarebbe rimasta immutata fino agli anni Cinquanta: oltre alla “Grifani-Donati”, la "Lapi" (rilevata nel 1915 dalla Società Editrice "Dante Alighieri" di Albrighi e Segati), l'"Unione Arti Grafiche", la "Leonardo da Vinci", la "Sacro Cuore", la Litografia Hartmann....

La "Grifani-Donati" in epoca fascista

Operavano ormai sette stabilimenti tipografici a Città di Castello e zone limitrofe. Per gli standard locali si consideravano "grandi" la "Lapi", la "Leonardo" e l'"Arti Grafiche"; medi la "Grifani-Donati" e la "Pliniana" di Selci; piccoli la "Sacro Cuore" e la Litografia di Enrico Hartmann. Nel 1933 si calcolavano in circa 370 il numero degli addetti. Alla "Grifani-Donati"...

Periodici e numeri unici

Periodici e numeri unici contraddistinsero ancora la "Grifani-Donati" come peculiare testimone della storia tifernate. "L'Alta Valle del Tevere", la "Rassegna bimestrale illustrata" pubblicata dal 1933 al 1940, può essere considerata una delle più elevate espressioni della cultura altotiberina da sempre. Innanzitutto rifuggì da angusti orizzonti municipalistici, promuovendo il recupero di un'identità...

Vita di tipografia

Ancora all'inizio degli anni Trenta, per quanto affermatesi, le tipografie tifernati versavano in condizioni di pesante arretratezza tecnologica. La simboleggiava il persistere della pratica generalizzata della composizione a mano, quando già dall'inizio del secolo si stavano diffondendo in Italia gli strumenti per comporre meccanicamente: la monotype e la linotype. "La Bozza" illustrò la questione lucidamente, rivelando la...

Il dopoguerra

La morte di Leonida Carbini Grifani, nel maggio del 1943, privò la tipografia di una figura carismatica proprio alla vigilia degli eventi più traumatici per Città di Castello della seconda guerra mondiale. Di essa si servirono i tedeschi di stanza in città per avvisi, manifesti e cartoline, i fascisti per dare alle stampe il loro periodico "Ricostruire" e, dopo la Liberazione, gli inglesi. Fortuna volle che, durante...

Gli sviluppi recenti

"Bettina" Grifani Ottaviani, erede della tipografia alla morte del padre Ernesto, visse fino al 1974. Poi l'azienda, "per successione legittima" passò per un terzo ciascuno ai figli Ernesto e Italo - Mario era morto nel 1969 - e per un sesto ciascuno ai nipoti Corrado e Giovanni, detto Gianni. Il tipo di produ­zione e l'organizzazione interna si mantenevano del tutto tradizionali. Dei sei addetti, Italo Ottaviani e Francesco...