Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

La Tipografia Donati

Le origini della tipografia

Francesco Donati e Bartolomeo Carlucci giunsero da Assisi a Città di Castello forse nell'estate del 1799. Poco si sa di essi, se non che nel 1796 Francesco Donati risiedeva ancora ad Assisi, con il babbo Biagio e la mamma Maria. Non sono note nemmeno le ragioni che li spinsero a trasferirsi a Città di Castello. Forse, cessando l'attività il bravo Fedele Toppi, che per diversi anni aveva saputo soddisfarne i bisogni, e prima che...

Francesco Donati

Nel 1806, morto Bartolomeo Carlucci e cessata l'attività da parte dei Brizi, Francesco Donati rimase l'unico stampatore in città. Da allora fino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso sarebbe stato il suo torchio a imprimere la totalità delle pubblicazioni prodotte localmente. Risiedeva nella parrocchia della Cattedrale e già nel 1807 occupava i locali sopra la "Salara" - in seguito denominata...

In epoca imperiale

Nel giugno del 1809, intanto, gli eventi storici avevano scosso la città dal suo torpore. Con l'abbattimento del governo pontificio e la riunione dello Stato della Chiesa all'Impero napoleonico, anche Città di Castello era finita sotto il dominio francese. Quando fu istituita la Guardia Nazionale, nel 1810, vi si dovettero iscrivere 894 cittadini. Uno di essi era Francesco Donati. Aveva 45 anni e viveva con la moglie Celeste Spadini...

Istruzione, clero e cultura in epoca imperiale

Francesco Donati viveva una vita stentata. Benché, a differenza di tanti altri artigiani, non avesse da temere alcuna concorrenza per le ambite commesse pubbliche ed ecclesiastiche, doveva comunque fare i conti con una realtà culturale assai sfavorevole per un tipografo. Non potevano circolarne tanti di stampati in un mondo in cui pochi sapevano leggere e scrivere e molto delimitato, oltre che condizionato dal rigido controllo della...

Una famiglia artigiana

La restaurazione del governo pontificio, nella primavera del 1814, non dovette scuotere più di tanto Francesco Donati. I poveri artigiani imparavano presto l'arte di sopravvivere al rivolgimenti politici e al mutare delle amministrazioni. Non si hanno testimonianze su come andassero con certezza gli affari a Francesco Donati e al figlio Biagio, che pian piano lo affiancò stabilmente e con profitto. Possiamo farcene un'idea esaminando...

L'ambiente culturale

Dell'asfittico clima culturale che intorpidì gli anni della Restaurazione è testimonianza la progressiva involuzione dell'Accademia dei Liberi. Non fu subito così, però. In un primo momento l'attività degli intellettuali tifernati continuò senza soste e con gli stessi crismi. Nel 1816 Giuseppe Raffaello Machi lesse e pubblicò il discorso La cristiana religione amica dell'amena letteratura; benché...

Le scuole

Il ristretto ambiente culturale di Città di Castello viveva necessariamente in simbiosi con quello scolastico. L'uno e l'altro costituivano per Donati un imprescindibile punto di riferimento. Degli intellettuali s'è detto. Quanto alle scuole, la tipografia confidava in esse, sia per specifiche commesse di lavoro, sia per il contributo che potevano offrire all'incremento della cultura. Ma in quali condizioni giaceva la scuola all'epoca...

La committenza ecclesiastica

In quanto "stampatore vescovile", oltre che comunale, Donati beneficiò della quasi totalità delle commesse provenienti dall'ambiente ecclesiastico. Si è già sottolineato che gli archivi diocesani non conservano la dettagliata documentazione di quanti manifesti, editti o avvisi l'autorità vescovile ordinasse al tipografo. I registri di amministrazione della Sagrestia, della Canonica e del Seminario descrivono...

Francesco Donati editore

Nel 1820 Francesco Donati dette alle stampe il calendario Il filosofo agricoltore. Il calendario, che conteneva "precetti" per agricoltori e pastori, fu riproposto almeno per altri due anni. Non sappiamo, però, se si sia trattato di un'iniziativa editoriale di Francesco commercializzata dal libraio Lazzaro Donati. L’ambizione editoriale stava comunque maturando nell'animo di Francesco. L'idea di tentare la via dell'editoria...

Da Francesco a Biagio Donati

Francesco Donati morì a 81 anni, nel 1846. Cessò di vivere all'una del mattino dell'8 settembre, "dopo ricevuti i SS. Sagramenti della Confessione, Viatico, ed Estrema Unzione, raccomandata l'anima sua all'Onnipotente Iddio". Fu tumulato nell'"insigne Chiesa Cattedrale". Il figlio Biagio lo aveva affiancato con elevate responsabilità ormai da lungo tempo. Doveva versare in soddisfacenti condizioni finanziarie;...