Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Per la casa

L'industria ceramica

Città di Castello vanta nobili tradizioni nel campo della ceramica. L'attività della ceramica artistica venne però meno nel corso dei secoli. Fino a qualche decennio fa, come si è visto, esistevano in città solo umili botteghe di vasai. Un tentativo di impiantare in città un'attività di "fabbricazione e vendita di lavori di ceramica" era stato effettuato nel 1883 dal tifernate Angiolo Bini...

I vasai

Fino a non molto tempo fa, quando ancora si usavano in cucina recipienti "de còcio", era il "mastro" vasaio a fabbricare tegami e pignatte, ma anche scaldini, salvadanai, vasi da fiori, calamai per le scuole. Produceva non solo per la città, ma anche per lo sterminato mercato rurale. Se non venivano i contadini stessi a rifornirsi di manufatti, ci pensavano venditori ambulanti a portare in giro i "còci"...

I primi elettricisti

[…] L’erogazione dell’energia elettrica a Città di Castello avvenne alla fine del 1905. Ma documentazione su di un elettricista non si ha prima del 1911-1912, quando il Comune pagò Nazzareno Trepiedi (1889-1968) per la riparazione dei fili dei campanelli elettrici municipali e per l’impianto della suoneria elettrica negli uffici. Ancora nel 1920 Trepiedi veniva incaricato, con un contratto a forfait, della “manutenzione...

Verniciatori, imbianchini, decoratori

[…] Sono i Fanfani i rappresentanti più tipici di questo mestiere a Città di Castello nell’Ottocento. Angelo (1804-1884) fu il "vernigiajo del Comune" e prestò la sua opera in tutti gli stabili municipali, curando in particolar modo la verniciatura di porte, finestre, imposte, mobilio e ogni altro manufatto in legno. Anche gli enti ecclesiastici furono suoi fedeli committenti. Ne continuò la bottega,...

Tappezzieri e materassai

Negli archivi non si trovano molte tracce del lavoro di materassai (“mattarazzari”) e tappezzieri nell’Ottocento. Molto spesso la documentazione non contiene nemmeno il loro nome. Così, ad esempio, si legge nei registri di amministrazione del Seminario: “Il mattarazzaro fatto venire di fuori fece n. 12 giornate pattuite a tre paoli fiorentini il giorno"; "dato al mattarazzaro per 8 mattarazzi ribattuti sc....