Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Le imprese edili

Capomastri di metà '800

Partiremo dalla metà dell’Ottocento. I capomastri più cospicui risultavano GioBatta Bellucci e Francesco Muscini. Nel 1853 si impose loro una tassa di esercizio di due scudi annui; comunque si sottolineò che si trattava di "braccianti e giornalieri, lavorando essi stessi, e percependo il quantitativo per la giornata come altri operaj". Per tutti gli anni ‘50 furono essi gli unici muratori tassati. GioBatta...

I Muscini

Francesco Muscini, benché abbia anch'egli lavorato per il Comune - fu suo l'appalto del restauro delle mura nel 1847 - mantenne un rapporto privilegiato con le autorità ecclesiastiche. Oltre che in Duomo e al Seminario, prestò la sua opera nelle proprietà urbane e rurali della Canonica. Le fatture, scritte di suo pugno, elencano i lavori svolti dai suoi muratori e manovali: "imbiancatura e riquadratura delle camere...

Altri capomastri

Contemporaneo dei fratelli Muscini, Luigi Pincardini (1821-1889) ebbe frequenti incarichi di costruzione e manutenzione delle strade comunali, in particolare di quelle di San Secondo e del Nestore. In città, dopo l'Unità, prese l'appalto dell'allargamento di via Sant'Egidio, ora Angeloni, e fabbricò a Fontecchio, insieme a Muscini, i "due bagni" per le acque minerali. Nel 1882 lavorò a porta San Giacomo; l'anno...

Le cooperative e l'Emancipatrice Muraria

L’inizio degli anni ‘90, con la nascita di ragguardevoli esperienze cooperative, fu un'epoca assai significativa nella storia dell'edilizia tifernate e, più in generale, di tutto il movimento dei lavoratori. La prima cooperativa, prodotto dei fecondi fermenti mutualistici, vide la luce nel giugno del 1890, quando la Società di Mutuo Soccorso fra i Reduci dell'Esercito "Vittorio Emanuele e Giuseppe Garibaldi" favorì...

Andreoni e Bistoni

Intanto, a cavallo del 1900, si erano affermate altre imprese edili. Bernardo Andreoni (1877-1946), considerato il maestro di tanti capimastri tifernati, compare sovente in società con Angiolo Zandrelli: insieme, tra le tante cose, lavorarono nel cimitero, costruirono il nuovo padiglione del brefotrofio nell'ospedale e, dopo la Grande Guerra, la villa Cecchini a ridosso dell'omonimo torrione che si affaccia sui giardini di piazza Garibaldi. Andreoni,...

Tra le due guerre

Gli inviti per la licitazione privata di alcuni lavori municipali permettono di elencare i principali capimastri e appaltatori tra il 1911 e il 1915. Si tratta delle ditte "Zandrelli & Andreoni" e "Goracci & Barboni", della Cooperativa Mandamentale e di Domenico Bistoni, Antonio Verini e Goffredo Pecorelli. Nel periodo fra le due guerre mondiali, diverse altre imprese edili entrarono in lizza con quelle di Bistoni e Andreoni....

Alla vigilia dell'espanzione edilizia

Per i primi lavori dopo la guerra - le quattro case popolari al Prato - il Comune si affidò alle imprese Smacchia - i fratelli Onesto (1900-1969) e Pasquale (1903-1970) -, Bistoni, Antoniucci e Chiurchi; per l’acquedotto, a Spinalbelli. Si era alla vigilia della straordinaria espansione edilizia che ha caratterizzato il secondo dopoguerra. Ci limiteremo a segnalare le imprese edili che risultavano attive alla fine degli anni ‘40....

Barrocciai, vaglini e "aciacabrèccia"

La figura del barrocciaio - nella documentazione scritta si trovano anche i termini di carrettiere, "carrettajo" o "birociaro" - è legata al mondo dell’edilizia e dei lavori stradali. Spettava a lui il trasporto ai cantieri edili di laterizi e calce dalle fornaci e di rena (“carate di arena”) dal Tevere, lo sgombro delle macerie (“careggio di calcinacci” o “scarichi macerie") e l’approvvigionamento...