Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Calzolerie e sartorie

I calzolai del XIX secolo

Il Registro Civico del 1811 elencava ben 56 calzolai tifernati, il numero di gran lunga più cospicuo tra tutte le categorie di artieri. È solo con il successivo censimento a fini fiscali dei primi anni ’50 che lo scenario assume maggiore precisione. Le autorità municipali, prendendo in esame l’esercizio del 1850, reputarono in prima istanza di dover sottoporre a tassazione 24 calzolai, tutti per una modica somma annuale...

Fabbricazione delle scarpe nel primo '900

Nei primi anni del Novecento Città di Castello ospitava ancora una folta comunità di un centinaio di calzolai. Nel 1902 i lavoranti delle botteghe costituirono una lega di resistenza “onde migliorare le loro tristi condizioni” e raggiunsero “subito ed amichevolmente” un accordo – ma non se ne conoscono i termini – con i loro datori di lavoro. La lega risorse cinque anni dopo, chiedendo nuovi aumenti...

Calzolai e ciabattini

A corollario delle botteghe principali, per quanto minuscole, finivano con l’emergere per tradizione e consistenza in un ramo artigianale così frammentato, si irradiava nel tessuto urbano e nelle campagne la folta comunità di calzolai e ciabattini. Di quanti esercitassero il mestiere in città all’inizio del secolo porta testimonianza un episodio emblematico. Quando, nel 1906 il Comune dispose che gli artigiani non...

Sartorie ottocentesche

Ne 1851 le autorità municipali di Città di Castello individuarono 13 sarti come potenziali contribuenti. Ma uno di essi era vecchio e gravemente malato; altri quattro apparivano in condizione “malagevole […] per la mancanza del lavoro anche in ordine alla poca loro abilità, ed avventori”. Le botteghe con maggior giro di affari erano quelle di Guido Burchi e Geremia Guerrieri, per i quali venne proposta un’ipotesi...

Sarti e sarte del XX secolo

Maggiori notizie si hanno sul mondo delle sartorie tifernati all’inizio del Novecento. Nel 1902 i lavoranti sarti si costituirono in lega di resistenza e dettero vita a una cooperativa “atta a scemare il servaggio e lo sfruttamento padronale”. Aderirono tutti, ma – racconta “La Rivendicazione” – “quando si trattò di dare forma concreta [alla Lega] due krumiretti, soffiati dai padroni, allegando...

Le concerie

Una lettera del maire tifernate Machi illustra le caratteristiche delle “conce” di pellame – così si chiamavano localmente le concerie – all’inizio del secondo decennio dell’Ottocento. Ne esistevano due: una in località Sasso, sul torrente Sovara, a circa cinque km dalla città; l’altra, detta “del Prato”, tra le mura urbiche e il Tevere, fuori porta San Florido. Entrambe erano...