Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

I cappellai

I cappellifici tifernati nei primi decenni dell’‘800

Nel 1824 il mestiere di cappellaio (“cappellaro”) figurava tra i quattro – insieme a calzolaio, fabbro e falegname – che a Città di Castello si esercitavano “con riputazione”, ma senza attenersi “al metodo delle grandi fabbriche”. Anche la manifattura dei cappelli (“capèli”) era del tutto manuale, come attestarono nelle schede del censimento industriale gli stessi proprietari...

La fabbricazione dei cappelli

A Città di Castello si fabbricavano cappelli di feltro. Nella prima fase di lavorazione, alle pelli scelte per la manifattura si toglievano le impurità e i peli inadatti. Quindi le si strofinavano con una spazzola di cinghiale imbevuta di “acqua di composizione”, nella quale erano stati sciolti del mercurio e agenti corrosivi. Dopo tale trattamento, che predisponeva alla feltratura, le pelli venivano poste in stufe per l’essiccazione....

Lo sviluppo dell'industria

La documentazione relativa ai primi anni ’50 permette di fare il punto sullo sviluppo di questo ramo industriale. Delle precedenti cappellerie restava solo quella di Loreti; le si erano affiancate le fabbriche di Angelo Allegrini, Sante Cesaroni, Benedetto Leomazzi e, “di grado superiore alle altre”, di Michele Torreggiani e di Pietro Zanchi. La cappelleria di Leomazzi non assunse mai dimensioni consistenti…

La decadenza

Nel censimento del 1881 i cappellai ammontavano a 75, otto dei quali “padroni di bottega”. Un appunto statistico manoscritto comunale di poco precedente calcolava in 64 gli addetti di sette cappellerie, suddivisi in 37 uomini, 16 donne e 11 fanciulli. Sin dai primi anni ’70 si percepiva l’incombente decadenza di questo settore manifatturiero: “I fabbricanti di Città di Castello avevano lo smercio dei loro generi...

Le modiste

I cappelli da donna li facevano le modiste, dette anche crestaie. Questi capi di vestiario, fabbricati su misura, erano indossati da donne di classe agiata; le popolane portavano ben più modesti fazzoletti. Nell’ultimo scorcio di sovranità pontificia le poche botteghe tifernati di modiste operavano in un ambito assai modesto: “In questa città non si trovano modiste nel vero senso, benché ne porti alcuna il...