Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

La prima metà del '900

L'artigianato del legno tra '800 e '900

Il censimento del 1881 faceva ammontare a 115 i falegnami nel Comune, 58 dei quali “pa­droni”, gli altri “giornalieri”. Si perpetuava una realtà di estrema frammentazione di mi­nute unità produttive, destinata a protrarsi an­cora a lungo. Come si è visto, le botteghe di maggior prestigio erano quelle di Vincenzo In­nocenti, di GioBatta Mochen e di Francesco Montani. Un qualche rilievo ebbe...

Albori di sviluppo

Lo sviluppo tecnologico e industriale fu avviato tra difficoltosi tentativi. […] È l’anno 1907 che segna la svolta nella storia di questo settore produttivo a Città di Castello. L’inadeguatezza della tradizionale bottega dovette apparire ancor più evidente al­la luce del generale risveglio delle attività economiche nel primo decennio del secolo e dei nuovi scenari di sviluppo offerti dall’introduzione...

Giustino Cristini

Alla fine del 1911 Giustino Cristini (1855-1937) costituì la “Scuola professionale per la lavorazione del legno – Segheria elettrica e fabbrica di mo­bili”. Trovò sede in locali di proprietà della Curia, con accesso da via del Pozzo, nel quartiere di San Giacomo, “vicino al pellagrosa­ro”; fu lì che impiantò il suo motore Siemens-Schuckert da cinque cavalli, una novità...

Lo Stabilimento Lavorazione Legnami

Nel 1912 alcuni falegnami tifernati intrapresero il coraggioso tentativo di pro­iettarsi verso orizzonti industriali. Si associarono, presero in affitto dal Comune dei locali al pianterreno dell’ex convento di San Francesco, investirono in macchinario tecnologicamente avanzato e fondarono lo Stabilimento Lavorazione Legnami. Il periodico “Plinio il Giovane” rimarcò la volontà dei fondatori “di dare all’arte...

La Società Lavorazione Legnami

Il fallimento della Lavorazione Legnami non frustrò tutte le ambizioni industriali dei falegnami tifernati. L’an­no successivo sorse infatti la Società Lavorazione Legnami e Segheria Elettrica, promossa da Esdra Agnellotti, Eugenio Marioli, Giuseppe Benni e Antonio Gustinelli. Marioli ave­va bottega nel sobborgo del Gorgone; era re­duce da un lungo periodo di emigrazione in Argentina, dove si era specializzato in falegnameria...

La "Cristini" e la Società Lavorazione Legnami

Nel terzo decennio del Novecento l’industria tifernate della falegnameria poteva vantare due aziende di una consistenza, per quan­to ancora modesta, superiore agli standard tradizionali. In via della Fonte del Coppo, la Cristini Giustino & Figli aveva caratteristiche analoghe alla Società Lavorazione Legnami: segheria di servizio per le botteghe artigiane e fabbrica di mobili e infissi in grado di soddisfare commesse anche cospicue....

Tentativi di rilancio dell'artigianato

Nel 1922, nell’allestire la Mostra Retrospettiva del Ferro Battuto, la Scuola Operaia volle dare spazio anche agli artigiani del legno per promuovere la fragile economia locale nel suo complesso. Solo alcuni degli invitati ebbe­ro modo di poter contribuire con propri manufatti, ma don Enrico Giovagnoli espresse ugualmente la soddisfazione degli organizzatori: “Fra i falegnami incisori e intagliatori non mancano opere meravigliose:...

Le piccole botteghe di falegnameria

La documentazione sugli anni ’30, insieme a preziose testimonianze orali, che talora riescono a supplire alla carenza di fonti scritte, permette di delineare con un certo dettaglio lo scenario dell’artigianato minuto del legno. Il contesto non sarebbe mutato gran che fino agli anni ’50. Fama di ebanista di rango aveva Gualtiero Verini. Conosceva il disegno, possedeva un gusto raffinato ed esibiva quella precisione di esecuzione,...

Il commercio di mobili

Alcuni artigiani si dettero al commercio di mobili. Il primo a percorrere questa strada fu Attilio Beni (1852-1931). Già nel 1900, benché ancora falegname, si presentava come “negoziante di mo­bilia per tutti gli ambienti e magazzino in le­gnami diversi”; vendeva anche letti in ferro, lavabi, ottomane e “sedie di Vienna e di To­sca­na”. Fino alla Grande Guerra rimase l’unico commerciante...

Un difficile censimento

Nella seconda metà degli anni ’30, dunque, lo scenario dell’industria e dell’artigianato del legno di Città di Castello presentava due aziende di dimensioni piccole ma consistenti per gli standard tifernati – la “Cristini” e la Società Lavorazione Legnami – e circa una trentina di piccole botteghe di falegna­me­ria. Di esse, 15 vennero ritenute idonee nel 1937 per la licitazione...

L'immediato dopoguerra

La “Cristini” e la Società Lavorazione Le­gnami, superato senza subire danni o tra­fu­ga­menti il passaggio del fronte, rimasero le due principali falegnamerie tifernati. I committenti pubblici continuarono ad affidar loro i lavori di maggiore consistenza. Fu l’azien­da di via della Fraternita a costruire i banchi per le scuole e a curare la manutenzione dei fabbricati comunali; nel contempo – come...