Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Dopo la seconda guerra mondiale

La guerra e la SAFIMA

Fu l’industria meccanica altotiberina, in­sieme alla tipografica, a subire i danni più consistenti nel secondo conflitto mondiale. A Città di Castello il bombardamento del 14 maggio 1944 distrusse, oltre allo Stabilimento “Lapi”, la SAFIMA e l’Officina Vincenti. I Vincenti salvarono le macchine agricole; previdentemente le avevano smembrate, occultando in campagna i pezzi accuratamente cataloga­ti. La...

Dopoguerra ed espansione edilizia

L’immediato dopoguerra fu un pe­riodo di grave emergenza. Stretti tra la diffusa miseria, con commesse di lavoro pubbliche e private ridotte all’essenziale, e le difficoltà infrastrutturali, che accentuavano l’isolamento della città a facevano lievitare i costi di produzione, fabbri e meccanici non erano nelle condizioni di elaborare lungimiranti strategie aziendali. Cercavano soprattutto di so­prav­vivere,...

Fabbriche minori di macchine agricole

A Città di Castello, prima della guerra, era già in vita la “Marinelli”. I fratelli Emilio e Marino continuarono l’attività fuori porta San Florido, all’imbocco di via dei Casceri, nei pressi di quell’antico piazzale del Mercato che – ebbero modo di scrivere – “è la vita della nostra azienda”. All’esigua attrezzatura originaria – appena un trapano, ventilatori...

I primi insediamenti nella zona industriale

Nel comune di Città di Castello, tra la fine del 1964 e l’inizio dell’anno successivo, lo scenario dell’industria meccanica era dominato dalla SOGEMA, che assumeva un rilievo assoluto con i suoi 303 addetti. Solo la “Go­dioli & Bellanti”, con 30, poteva vantare una consistenza degna di nota. Altre 12 officine minori non contavano che un totale di 37 ad­detti. L’espansione della motorizzazione...