Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

In epoca pontificia

Economia e società in epoca imperiale

La scarna documentazione sui primi anni dell'Ottocento induce a considerare anche Città di Castello una di quelle "piccole città sonnacchiose, dove risiedeva la nobiltà locale e dove si svolgevano modeste attività artigiane e mercantili". Ad un popolo ricaduto, dopo i brevi e traumatici sovvertimenti di fine Settecento, sotto un'amministrazione ordinaria e senza slanci, il nuovo abbattimento del governo papale...

Economia e società all’epoca della Restaurazione

Nel ridimensionamento territoriale di Città di Castello si verificò pertanto una sostanziale continuità tra l'amministrazione imperiale e quella pontificia. Durante la Restaurazione, i tifernati non mancarono di esprimere il loro malcontento, certo assai acuto in chi aveva lealmente continuato a sostenere il Papa e si aspettava riconoscimenti per la propria fedeltà. Al di là di ogni riduttivo campanilismo, lo smembramento...

Fermenti cattolici e moti risorgimentali

A Città di Castello, dunque, si accumulavano molteplici e fondate ragioni di malcontento. Ai problemi più generali dello Stato pontificio all'epoca della Restaurazione - l'autoritarismo, la stagnazione economica, il pauperismo, l'indebitamento pubblico, la pressione fiscale, il monopolio clericale, il rigido controllo sulla cultura - se ne aggiungevano altri con profonde e non meno significative radici locali: l'emarginazione politica,...

Pressione fiscale e condizioni economiche a metà secolo

Il fallimento dell'insurrezione e l'irreparabile rottura tra liberali e Pio IX riportarono nello Stato pontificio un clima di repressione e di chiusura a ogni rinnovamento. Restavano inoltre irrisolti i più acuti problemi statali. Su tutti la crisi finanziaria, aggravata dagli eccezionali eventi politici di quel tempo. Il governo decise pertanto un'imposizione eccezionale di un milione di scudi; il riparto per il Comune tifernate ammontava...

Agricoltura e proprietà terriera a metà Ottocento

Per quanto rilevanti, le vicende che riguardavano l'ambiente artigianale e commerciale tifernate continuavano a inquadrarsi in un contesto segnato dall'assoluta centralità dell'agricoltura e da un'economia chiusa, di autoconsumo. L'analisi della lista elettorale compilata nel 1851 dal municipio apre uno spaccato di grande interesse sul mondo della proprietà terriera. In totale vi sono elencati, compresi enti e istituti, 125 possidenti...

Tensioni politiche ed emergenze sociali. La Cassa de' Risparmi

Nell'ultimo decennio di sovranità pontificia, dunque, il malcontento per le vicende di carattere fiscale erose il consenso verso il governo di artigiani, commercianti e borghesia produttiva. Erano questi - oltre ad alcuni ambienti particolarmente avanzati dell'aristocrazia - i ceti più permeabili al pensiero liberale e nazionalista. La stessa posizione di Città di Castello, terra di confine, può aver favorito l'influsso...

Questioni territoriali e problema delle comunicazioni

Alla base delle difficoltà economiche stava anche l'emarginazione geografica e politica di Città di Castello. Già nel 1808 la riforma del catasto aveva suscitato serie preoccupazioni per l'"enorme aggravio" imposto sui possidenti. Questi si erano dichiarati "nell'assoluta impotenza di corrispondere alli tributi" e avevano presagito, in mancanza di correttivi, la vicina e "totale rovina della città"...