Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

La guerra nella parte toscana della valle

La “Scala di Giacobbe” e l'avanzata verso l'Alpe di Poti

Mentre si lottava a Monte Cedrone, gli Alleati considerarono prioritario bruciare le tappe per convergere dall'Alta Valle del Tevere su Arezzo e accelerare la liberazione della città cacciando i tedeschi dall'Alpe di Poti. Nel contempo, occupare la valle del Cerfone significava bloccare il flusso di rifornimenti e di truppe tra la Toscana, la valle tiberina e l'Adriatico lungo la strada provinciale di Palazzo del Pero. A...

La liberazione di Anghiari

L'avanzata da Pistrino in direzione della strada Anghiari-Sansepolcro riprese il mattino del 29 luglio 1944. I gurkha e lo squadrone A degli Hussars presero senza difficoltà Santa Fista e San Romano e, in serata, Gricignano. L'indomani un plotone tedesco si posizionò presso alcuni edifici a nord di Gricignano e impedì ogni ulteriore progresso del nemico fino a sera, quando fu costretto alla ritirata dai proiettili ad...

Combattimenti a Montedoglio

Mentre la 305a divisione tedesca tentava di frenare l'avanzata nemica sull'Alpe di Catenaia, verso il Tevere la 114a Jäger Division ebbe il compito di tenere il più a lungo possibile la posizione di Montedoglio, per bloccare l'accesso alla parte settentrionale della Valtiberina. La 114a presidiava pure il tratto di fronte tra Viamaggio e Badia Tedalda. Sul fronte altotiberino era schierata anche...

Operazione Vandal: battaglie di Monte Filetto e Monte Altuccia

Operazione Vandal. Gli schieramenti Agli Alleati, pronti ormai ad aggredire l'imponente sistema difensivo germanico sulla Linea Gotica, si poneva la necessità di cacciare il nemico dai restanti punti di forza a ridosso di essa. L'offensiva per costringerlo a ritirarsi dal Prato Magno, dal Casentino e dall'Alpe di Catenaia prese il nome di Operazione Vandal. Il compito di risalire il Casentino, scardinare le difese...

Operazione Vandal: la battaglia di Monte Castello

La battaglia di Monte Castello Nella notte dal 4 al 5 agosto, i gurkha si mossero verso Monte Castello. Benché la fitta boscaglia facesse loro smarrire la direzione nell'ascesa, raggiunsero l'obbiettivo e lo conquistarono, dopo un duro scontro, intorno alle 11.30 del 5 agosto. Sullo slancio continuarono l'avanzata per attestarsi anche sul Sasso della Regina, a nord-ovest. Ma i tedeschi, dopo l'iniziale sbandamento, si...

La liberazione di Caprese Michelangelo

Il fronte sull'Alpe di Catenaia visse dunque per alcuni giorni una fase di relativa stasi, con un avanzamento modesto ma progressivo delle truppe indiane e una tattica duttile da parte dei tedeschi. Pur continuando a sfruttare le opportunità difensive offerte dal massiccio, essi si prepararono a frapporre ulteriore resistenza su una nuova linea di difesa, la “Bruna”, immediatamente precedente la Linea Gotica: sul versante...

Verso La Verna e la Linea Bruna

Da fine agosto 1944, mentre procedeva la lenta e difficoltosa avanzata alleata oltre Caprese Michelangelo e Montedoglio, si combatteva accanitamente a Rimini. Era l'Operazione Olive, avviata con l'obbiettivo di tenere impegnato il grosso delle forze germaniche verso la costa adriatica per indebolirne le difese sull'Appennino emiliano e aprirvi una breccia in direzione di Bologna, Ferrara e Comacchio. In tale contesto strategico il fronte...

La liberazione di Sansepolcro

Sembrava che l'attesa liberazione fosse imminente. Parve confermarlo la ritirata dei tedeschi dalla linea Afra-Tevere la sera del 28 luglio 1944. Invece il fronte bellico si arrestò temporaneamente, con le prime linee anglo-indiane a metà strada tra Trebbio e Sansepolcro e, più a ovest, al di là del Tevere. Gli abitanti della Valtiberina toscana nulla sapevano dei piani degli Alleati, che allora prevedevano...

L'avanzata verso Pieve Santo Stefano

Il King's Dragoon Guards prese in consegna il fronte alla sinistra del Tevere verso Sansepolcro il 26 agosto. Visse momenti difficili nei due giorni successivi: tra imboscate nemiche e mine ebbe distrutti tre “dingo” [autoblinde da ricognizione] e perse tre uomini, tra cui un ufficiale. L'insidia delle mine teneva gli anglo-indiani costantemente sulle spine: “Spesso erano state piazzate così in profondità...

La liberazione di Badia Tedalda

Di pari passo, e con simili problemi, procedeva la perlustrazione della zona di Viamaggio, un vasto territorio montuoso che gli stessi britannici definivano “terra di nessuno”. Con le strade distrutte in punti chiave dai guastatori germanici, e mentre procedeva il lento lavoro di ripristino da parte dei genieri, tornò utile muoversi con i mezzi più tradizionali: “Il comandante e l'aiutante a sera sono andati...

La liberazione di Sestino

I comandanti britannici del King's Dragoon Guards apprezzarono molto le informazioni date dalla popolazione locale per localizzare le postazioni tedesche nel tratto di fronte tra Viamaggio e Badia Tedalda. Intanto un reparto partigiano era rimasto operativo nella zona montana tra l'Alpe della Luna, Sestino e Carpegna, rivelandosi molto utile agli Alleati. Avrebbe assunto la denominazione di Distaccamento Montefeltro, inquadrandosi...