Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Partigiani tra Anghiari e Caprese Michelangelo

Gli internati slavi di Renicci: fuga e solidarietà popolare

A Motina, in territorio di Anghiari a ridosso dei Monti Rognosi, si situava l'importante campo di internamento fascista n. 97, detto di Renicci. Nell'estate del 1943 imprigionava per la quasi totalità civili, ritenuti politicamente pericolosi, deportati dai territori della Jugoslavia occupati dall'esercito italiano. Dopo l'annuncio dell'armistizio, diversi soldati italiani di stanza nel campo cominciarono a disertare,...

Partigiani slavi nel Capresano

I fuggiaschi slavi più politicizzati di Renicci, che qualche arma l'avevano già trafugata fuggendo da Renicci, erano intenzionati a combattere i nazi-fascisti sui monti altotiberini. In effetti, insieme agli internati evasi da altri campi di concentramento, specie di Colfiorito, gli slavi di Renicci sarebbero stati una componente di rilievo del movimento di Resistenza dell'Appennino umbro-tosco-marchigiano, o aggregandosi...

La banda di “Tifone”

Sull'Alpe di Catenaia costituì precocemente una formazione partigiana il brigadiere Giovanni Zuddas, già comandante della stazione dei carabinieri di Chiavaretto (Subbiano). Assunse come nome di battaglia "Tifone". Sottrattosi alla caccia che i nazi-fascisti gli dettero tra settembre e ottobre, “Tifone” trovò sull'Alpe di Catenaia il territorio più sicuro dove rifugiarsi nel periodo...

La banda di Arioldi

Sull'Alpe di Catenaia si insediò anche la formazione partigiana comandata da Arioldo Arioldi (nome di battaglia “Uno”). Documentazione ufficiale attesta che Arioldi ebbe l'incarico di costituirla dal comandante del “Raggruppamento Patrioti Pio Borri” Siro Rosseti, il quale gli mise a disposizione alcuni elementi delle bande dell'Alto Casentino. L'avvio della sua attività risalirebbe al 28 marzo....

Requisizioni partigiane nel Capresano alla fine di marzo 1944

Tra il 24 e il 27 marzo i partigiani di quella zona effettuarono alcune requisizioni di grande impatto popolare. Ebbero come primo bersaglio i negozi dei fratelli Romolini a Fragaiolo, i più importanti del Capresano. Gli slavi, insieme a qualche partigiano altotiberino, svaligiarono completamente le botteghe, asportando merce per un valore di oltre mezzo milione di lire. Riferì il Notiziario della GNR: “I ribelli, dopo aver...

L'organizzazione della Brigata “Pio Borri”

Nel suo diario, Aldo Donnini – a lungo impegnato tra Monte Favalto e la valle del Nestoro per animare e raccordare gli uomini alla macchia – ricorda che il 13 aprile 1944 raggiunse l'Alpe di Catenaia, dove si svolse un incontro con i capi-banda, incluso “Tifone”, per progettare il futuro del movimento partigiano sull'Appennino toscano. L'emergere di opinioni e strategie diverse vanificò l'ambizione...

Azioni partigiane a giugno sull'Alpe di Catenaia

Nella notte dal 6 al 7 giugno, quando ormai si era esaurito il rastrellamento sull'Alpe della Luna e a valle i tedeschi si apprestavano a catturare giovani uomini in età di lavoro da deportare in Germania, un evento di tutt'altro segno ebbe luogo dall'altra parte del Tevere, sull'Alpe di Catenaia. Radio Londra aveva già trasmesso i messaggi che preannunciavano il lancio dei rifornimenti aerei da parte delle forze alleate:...

La banda del “Russo”

All'inizio di maggio 1944 si formò la banda destinata ad esercitare una forte influenza nelle vicende della Resistenza nel territorio di Anghiari. Quando la formazione di “Tifone” si mosse verso il Monte Falterona, alcuni feriti impossibilitati a seguire i compagni furono alloggiati e assistiti dal comitato clandestino anghiarese a Montemercole, sulle alture a occidente del paese. Raggiunsero quel rifugio anche altri partigiani...

Ombre sulla banda del “Russo”

I primi di giugno, in a Murella, presso Tavernelle di Anghiari, la banda del “Russo” fu per la prima volta impegnata in un difficile scontro a fuoco. Aveva progettato di attaccare un convoglio di 70 capi di bestiame razziati dai tedeschi, ma si imbatté in un agguerrito reparto germanico. Riuscì a sganciarsi dal combattimento con un ferito, l'anghiarese Ettore Cangi. Non si ha notizia di altre sue rilevanti azioni militari...

La cattura del col. Von Gablenz

La sera del 25 giugno la banda del “Russo” attaccò una vettura tedesca a due chilometri ad est del passo della Libbia. L'autista, ferito, perse il controllo dell'auto, che finì contro la scarpata; morì dopo un'ora. Gli altri due passeggeri, un autorevole ufficiale della Wehrmacht, il col. Maximilian Von Gablenz, e un altro ufficiale, furono catturati. Mancò il tempo per far sparire la vettura...

I giovani impiccati al passo della Scheggia

Nelle prime ore del 26 giugno 1944 scattò una energica operazione anti-guerriglia nella zona tra la strada della Libbia e Montauto. Il partigiano Sabatino Mazzi, ventiduenne di Giovi (Arezzo), venne catturato con indosso tre caricatori di munizioni. Poi, di primo pomeriggio, i tedeschi misero le mani su altri quattro giovani di Monterchi. Erano Tommaso Calabresi, Pasquale Checcaglini ed Enrico Riponi e Francesco Franceschi. Si legge nella...

Vicende partigiane a luglio sull'Alpe di Catenaia

Nel mese di luglio le formazioni partigiane dell'Appennino altotiberino toscano furono sottoposte a una pesante pressione da parte dei tedeschi. Le azioni militari che sporadicamente misero in atto tra l'Alpe di Poti e l'Alpe di Catenaia provocarono l'immediata e dura reazione nemica: lo schieramento difensivo germanico non poteva tollerare insidie nelle proprie retrovie. Alle bande della Brigata “Pio Borri” che...
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