Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Uno sguardo generale

Le prime ordinanze repressive dei tedeschi

Il 12 settembre 1943 il feldmaresciallo Albert Kesselring sottopose il territorio italiano alle leggi di guerra tedesche. Affidò la giurisdizione degli atti ostili alle forze armate germaniche ai tribunali militari del Reich, proibì ogni forma di sciopero e minacciò di fucilazione con giudizio sommario gli organizzatori di scioperi e i sabotatori. Inoltre chiamò le autorità civili italiane a una “esemplare”...

I bandi

Il reclutamento per il lavoro I tedeschi avevano assunto il controllo della situazione da appena pochi giorni, quando cominciarono ad apparire sui muri delle città e dei borghi rurali manifesti prefettizi di reclutamento della mano d'opera. Chiamavano all'arruolamento per il servizio di lavoro obbligatorio i giovani delle classi 1921-1925 e per il servizio volontario quelli delle classi 1910-1920. Per i militari rientrati nelle...

Inasprimento delle sanzioni contro renitenti e disertori

Alla fine del 1943 prese forma un radicale inasprimento della normativa sul servizio di lavoro. Divenne obbligatorio per gli uomini dai 16 ai 60 anni, inclusi gli sfollati da altri comuni, con severe sanzioni a carico dei renitenti e delle loro famiglie: “A coloro che non rispondono alla chiamata […] e alle persone, famigliari compresi, che favoriranno direttamente o indirettamente i contravventori, saranno ritirate o annullate o non...

Il bando del 18 febbraio 1944

Un nuovo bando di arruolamento della RSI fu reso noto il 4 febbraio 1944. Chiamava alle armi nelle file dell'esercito gli appartenenti alle classi 1922-1923 e al primo quadrimestre del 1924; la scadenza per presentarsi era il 25 febbraio. Qualche giorno dopo si aggiunse la chiamata per la leva marittima della classe 1924. Il bando preluse a un duro giro di vite per i disertori, per i renitenti e per i giovani delle classi 1923-1925 che...

Le bande partigiane altotiberine nel marzo 1944

Per il suo carattere ancora embrionale, nell'autunno-inverno 1943 la Resistenza nell'Alta Valle del Tevere non assunse forme e dimensioni tali da rappresentare un pericolo per i tedeschi. Non a caso, l'unico territorio investito da un rastrellamento, nel novembre 1943, furono i monti della Valtiberina toscana ai due lati del Tevere, tra Caprese Michelangelo e il passo di Viamaggio: alture sulle quali si erano nascosti ex internati slavi...

La repressione del movimento partigiano a marzo

Una durissima stretta repressiva anti-partigiana prese corpo nel mese di marzo. Per dimostrare che non lanciavano vuote minacce, le autorità fasciste dettero ampia diffusione ad avvisi che annunciavano le fucilazioni eseguite. Il Capo della Provincia di Perugia Armando Rocchi inondò i Comuni di tali comunicazioni, ordinando l'immediata affissioni di manifesti. Il 9 marzo fu resa nota l'esecuzione di un agricoltore di Montecastelli...

L'offensiva tedesca e lo strumento delle rappresaglie

Con la fine dell'inverno, il consolidamento delle bande partigiane e l'intensificarsi della loro attività avrebbe indotto i tedeschi a dispiegare una ampia e organica azione repressiva. La direttiva di Kesselring del 12 gennaio 1944 creò le premesse per un suo salto di qualità. L'inflessibilità di Hitler, che esigeva l'annientamento di ogni forma di resistenza senza lasciarsi imbrigliare dalle convenzioni...

Convenzioni dell'Aja e repressione della resistenza armata

Anche la Germania aveva sottoscritto le Convenzioni internazionali dell'Aja del 1899 e 1907 su “le leggi e gli usi della guerra”. L'articolo 50 sanciva che nessuna pena collettiva era da infliggere “alle popolazioni per atti di singoli individui dei quali esse non possano riguardarsi come solidalmente responsabili”. Gli articoli 28 e 47 bandivano esplicitamente ogni forma di saccheggio. Quanto alla questione se le...

Il Bando del Duce del 18 aprile 1944

Il 6 aprile comparve il manifesto del ministro delle Forze Armate Rodolfo Graziani per il richiamo alle armi nell'esercito delle classi 1916-1917; poneva come scadenza la data del 25 aprile. In quei giorni Mussolini emanò un nuovo bando: la repressione della renitenza e della diserzione fu associata a una durissima offensiva per stroncare l'attività delle bande partigiane. Era il 18 aprile e si intimava ai militari e ai civili...

La frustrazione dei fascisti

Le autorità fasciste non potevano che constatare la relativa facilità con la quale i partigiani sfuggivano agli accerchiamenti e si muovevano da un punto all'altro degli Appennini. E si sentirono spesso impotenti. Appena quattro giorni dopo il rastrellamento del 13 aprile, circa 70 “ribelli” armati – secondo quanto riferì il Notiziario della GNR – razziarono villa Grilli a Casella di Anghiari, asportando...

Il fallimento dell'ultimatum di Mussolini

La sanatoria proposta dal regime con il bando del 18 aprile conseguì risultati ben inferiori alle attese. Soprattutto nei territori dove l'attività partigiana si era fatta più intensa e organizzata, sostenuta ormai dai rifornimenti degli Alleati, la prospettiva di restare alla macchia non parve affatto una scelta disperata, per quanto sempre rischiosa. I rastrellamenti avevano sparso il terrore nelle campagne, inducendo...

L'appello del generale Alexander

Il “repentino aumento” dalla fine di maggio 1944 delle azioni di sabotaggio da parte dei partigiani, dei loro attacchi ai soldati e ai presidi più vulnerabili della Guardia Nazionale Repubblicana rese evidente al comando germanico che la Resistenza stava sferrando un'offensiva su vasta scala. Intanto il fronte bellico si avvicinava. L'entrata degli Alleati a Roma, il 4 giugno, galvanizzò le bande dell'Alta...
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