Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Il regime

Il fascismo si consolida

L’incombere delle elezioni amministrative del 21 gennaio 1923 indusse ad accantonare le serie spaccature che stavano minando il Fascio di Città di Castello, emerse in modo eclatante quando si sfidarono a duello due suoi autorevoli esponenti, Furio Palazzeschi e Francesco Trivelli. Inoltre scoppiarono risse fra gruppi di fascisti di opposti schieramenti nel Caffè Americano e nel sobborgo del Gorgone. Gino Patrizi, responsabile territoriale,...

Ferrovia: un sogno svanito

Tra la fine del 1923 e l’inizio del 1924 il fascismo tifernate beneficiò politicamente delle promettenti prospettive che sembrarono aprirsi per la soluzione della questione ferroviaria. Da decenni Città di Castello era in prima fila tra i comuni dell’area appenninica umbro-tosco-romagnola nel chiedere al governo uno sbocco ferroviario verso il nord: la agognata ferrovia Roma-Venezia, che rispondeva a esigenze strategiche...

Lotte intestine

Nel 1923 si susseguirono tre crisi nella compagine fascista di Città di Castello. La sezione del PNF fu sciolta e ricostituita; la segreteria passò da Furio Palazzeschi a Basilide Morelli e infine a Ezio Torrioli; il direttorio subì dei rimpasti. Ad agitare la vita del Fascio contribuivano più fattori. Da un lato condizionavano le vicende politiche mai sopiti risentimenti personali e campanilistici, soprattutto la rivalità...

Soffocata l'opposizione

Il fascismo tifernate poté presentarsi alle elezioni politiche del 6 aprile 1924 sfoggiando una ritrovata compattezza e sull’onda di un entusiasmo ancora non incrinato per la questione ferroviaria. Il sindaco Palazzeschi vantò il buon andamento dell’amministrazione comunale, con un bilancio portato in pareggio senza ridurre i servizi pubblici, né aumentare le imposte. Un altro successo politico il Fascio lo ottenne...

Verso la dittatura

Le turbolenti vicende interne al Fascio di Città di Castello continuarono a pesare sulla vita politica. Ne fece le spese anche l’amministrazione comunale di Eugenio Tommasini Mattiucci, che non riuscì a portare a termine il mandato: tra consiglieri defunti, emigrati, dimessisi per varie forme di incompatibilità o emarginati in seguito alla campagna antimassonica e alle lotte intestine al Fascio, venne a mancare la compattezza...

Il sindacato fascista

La penetrazione nel mondo del lavoro ebbe modo di dispiegarsi compiutamente solo dopo gli accordi di Palazzo Vidoni del 2 ottobre 1925, che garantirono al sindacato fascista il monopolio della rappresentanza dei lavoratori. Il mese successivo la Federazione Umbra Sindacati Fascisti inviò a Città di Castello l’attivista Mendes Borghesi. Trovò un ambiente ancora refrattario, specialmente nelle categorie precedentemente organizzate...

La stabilizzazione del Fascio

Proprio mentre il regime fascista prendeva corpo con la sconfitta delle opposizioni, con l’ormai inarrestabile penetrazione sindacale, con il varo delle opere Balilla e Dopolavoro, con l’attività dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia e con l’introduzione della figura del podestà di nomina prefettizia in luogo del sindaco democraticamente eletto, il Fascio di Città di Castello si trovò...

Concordato e plebiscito

Nel periodo di transizione tra la segreteria di Palazzeschi e quella di Tellarini si succedettero eventi politici di grande rilievo. La riconciliazione fra stato e Chiesa del febbraio 1929 fu salutata dal vescovo Carlo Liviero - in genere alquanto guardingo nei confronti del fascismo - con calde parole: “[...] ammiriamo la fortezza d’animo e la mente direttiva del governo dell’illustre Duce del Fascismo, S. E. Mussolini, che ha...

La Battaglia del Grano

Proclamata nell’estate del 1925 da Mussolini per ridurre le importazioni di grano che pesavano gravemente sul bilancio italiano, la Battaglia del Grano prese l’avvio l’anno successivo con un forte impegno propagandistico e tecnico da parte del regime. Anche nell’Alta Valle del Tevere si costituì un Comitato Intercomunale per sostenere l’iniziativa. Nella cerimonia conclusiva della prima campagna, il 15 ottobre...

Fascio Femminile e assistenza

Sin dalla sua fondazione, nel marzo del 1926, il Fascio Femminile di Città di Castello aveva trovato una guida energica ed autorevole in Angelina Torrioli Dernini. Rimase segretaria fino alla morte, nel 1936. Fu lei, quindi, a gettare le basi di tutta l’attività delle donne fasciste in campo educativo e assistenziale. Il regime chiamò la donna a recitare una parte attiva nell’edificazione della nuova società...

L'indigenza in città

Il Comitato Pro Indigenti, detto anche Comitato Cucine Economiche, offriva un pasto caldo giornaliero ai più bisognosi nei mesi di più acuta crisi sociale, in genere tra febbraio e aprile. La mensa popolare aveva sede nei locali dell’ex convento di Sant’Antonio. Negli anni 1929 e 1930 la distribuzione dei pasti si protrasse rispettivamente per 74 e 86 giorni, con una media giornaliera tra i 401 e i 405 indigenti assistiti…

L'amministrazione della città

L’accentramento del potere amministrativo nella figura del podestà di nomina prefettizia e la sostituzione del consiglio comunale con una consulta priva di potere decisionale avrebbero dovuto offrire al vertice municipale le condizioni più favorevoli per agire con prontezza ed efficacia. Invece non rappresentarono affatto una svolta per la soluzione dei problemi cittadini. Non che al podestà Luigi Mignini, il più...
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