Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Lo squadrismo

Dopoguerra di lotte

I fascisti di Città di Castello avrebbero rappresentato gli anni successivi alla prima guerra mondiale come un “periodo caotico”, segnato dalla “propaganda intollerante” della sinistra, da una “atmosfera arroventata da fobie partigiane e da continui sabotaggi e scioperi”, dall’offensiva politica e sindacale di organizzazioni dei lavoratori definite “forze brute [...] rese folli da chimeriche promesse”....

Lo squadrismo a Città di Castello

Il 27 marzo 1921, giorno di Pasqua, si offrì ai fascisti di Città di Castello l’opportunità di entrare in azione contro le organizzazioni della sinistra. Il pomeriggio fu aggredito l’esponente del Partito Popolare e decorato di guerra Venanzio Gabriotti. Per quanto Gabriotti non nutrisse affatto simpatie per il fascismo e i suoi tre assalitori fossero mossi più che altro dai fumi dei vino, l’episodio assumeva...

Pasqua violenta

Ventidue squadristi perugini giunsero a Città di Castello poco prima delle ore 21, a bordo di un camioncino e di una vettura, e si congiunsero alla dozzina di fascisti tifernati che li attendevano fuori porta Santa Maria. I socialisti, consapevoli del pericolo incombente, avevano tentato senza fortuna di avvertire i compagni di Trestina e Promano, perché presidiassero le strade di accesso alla città, e si raccolsero a difesa della...

Cronologia dello squadrismo

Squadrismo nell’Alta Valle del Tevere e nelle zone limitrofe dal 27 marzo 1921 alla Marcia su Roma. Ecco la sequenza cronologica delle azioni squadriste e della costituzione dei Fasci di Combattimento sulla base della documentazione nota.

Intimidazioni e minacce

 Il settimanale del Fascio di Città di Castello, “Polliceverso”, funse anche da strumento per intimidire gli oppositori e per lanciare esplicite minacce. Eccone degli esempi. Invito al boicottaggio di Rimini: “Castellani, usi a godere della stagione balneare! Non andate a Rimini! Boicottate la lurida città dei mercanti, bolscevichi e pescicani. [...] Potreste avere dei dispiaceri [...]”. I villeggianti della...

L'iniziativa politica dei fascisti

Ridotti all’impotenza gli avversari, i fascisti dettero corpo all’iniziativa politica. Nell’Alta Valle del Tevere i Fasci di Combattimento si costituirono ovunque tra l’aprile e il maggio 1921. Alla guida di quello di Città di Castello, subito dopo le elezioni, subentrò ad Eugenio Tommasini Mattiucci un altro squadrista, il possidente Giuseppe Antoniucci. Il 25 giugno uscì il primo numero di “Polliceverso”,...

I processi allo squadrismo

Nella primavera del 1922 il Fascio di Città di Castello tornò a mobilitare le sue squadre d’azione. Alcuni atti di violenza, come il ferimento da parte di Enrico Minciotti di un giovane socialista a Coldipozzo all’inizio dell’anno, avevano avuto un carattere episodico. In aprile invece i fascisti temettero un risveglio delle opposizioni, istigate da qualche “fuoriuscito”. Incombeva la ricorrenza del Primo...

Il giuramento degli squadristi

Il giuramento degli squadristi tifernati, formulato da Angelo Falchi e sottoscritto il 30 luglio 1921. “Giuro: di tendere continuamente al miglioramento morale del mio me, affinché io possa veramente, e nel grado più alto ch'io abbia la forza di attingere, contribuire col lavoro della mente o del braccio alla prosperità e alla grandezza della mia Patria in un ambito d'equità e di giustizia umana; d'adoperarmi a tutt'uomo,...

La Marcia su Roma

All’inizio di agosto del 1922 lo sciopero nazionale contro l’illegalismo fascista provocò una reazione repressiva da parte dello squadrismo che “trasformò l’iniziativa nella pietra tombale dell’antifascismo”. Appena si esaurì la mobilitazione operaia, alla quale non mancarono adesioni nei principali centri della regione, ma non ebbe seguito a Città di Castello, le squadre d’azione...