Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

L'espansione della città

Vecchia e nuova stazione ferroviaria

Chiusa a occidente dal Tevere e dalle adiacenti colline, la città poteva espandersi solo verso settentrione e ad oriente, tra il sobborgo del Gorgone e il convento degli Zoccolanti. In effetti un primo rilevante ampliamento si ebbe proprio verso oriente, a ridosso della linea ferroviaria. Nei primi quindici anni del ‘900 vi prese forma quella che si può considerare la prima zona industriale tifernate, con lo Stabilimento Lapi,...

Il piano di ampliamento

Conosciuto il sito prescelto per la nuova stazione ferroviaria, nel 1949 l'amministrazione comunale re­dasse un primo piano di ampliamento urbanistico sulla base della legge del 1942. L'idea di fondo era di garantire una continuità funzionale tra le due piazze centrali e piazza Garibaldi, evitando ogni costruzione in contrasto con gli interessi cittadini. L'area della vecchia stazione fu così destinata ad edifici di carattere pub­blico...

Il quartiere presso la nuova stazione

Nel frattempo, la legge del febbraio 1949, conosciuta come Piano Fanfani, aprì importanti sviluppi nel settore dell'edilizia popolare. Varato dal ministro del Lavo­ro con il proposito di lenire, con un impegno statale pluriennale, sia la disoccupa­zione che la crisi degli alloggi, il Piano permise già nel 1950 l'edificazione a Città di Castello di 36 appartamenti INA-Casa, su terreni ceduti gratuitamente dal Co­mune...

Il Gorgone

Contemporaneamente alla formazione dell’insediamento periferico presso la nuova stazione, l'ini­ziativa dei privati investì la zona ad est del nuovo tracciato della strada statale “3 Bis” al Cavaglione e l'area tra il Gorgone e l'attuale quartiere Montedoro, allora chiamata ancora Fonte del Coppo o Villaggio Crocioni, dal nome dell'ex sindaco della città proprietario di parte di quei terreni. Oltre all'intensa attività...

Oltretevere e Pescidoro

Un altro insediamento prese il via al di là del Tevere, nella località Pescidoro. Come procedesse l'espansione edilizia è illustrato da questo articolo di cronaca del settembre del 1952: "Per la iniziativa privata, un nuovo quartiere verrà costruito in località Pesci d'Oro; [...] abbiamo veduto già tracciate strade, che il proprietario del terreno, appassionato della musica, ha voluto che si intitolassero...

Espansione disordinata

Il Comune mostra­va acquiescenza nei confronti di questa spontanea espansione, ma si trovava poi costretto a subire le caratteristiche che assumevano i nuovi insediamenti e l'incal­zante richiesta di infrastrutture da parte degli abitanti. Una tale espansione avreb­be potuto soddisfare la domanda di alloggi dell'immediato dopoguerra, ma l'inurbamento crescente e l'aumento nel numero delle famiglie mantennero elevata la fame di abitazioni....

Il Piano Regolatore Generale del 1960

I disagi e le proteste dei residenti dei quartieri periferici contribuirono a far cre­scere la convinzione che l'espansione edilizia avrebbe dovuto assolutamente essere inquadrata nell'ambito di un piano regolatore. A quel punto, però, i progettisti si sarebbero trovati dinanzi al fatto compiuto di insediamenti sorti con poco criterio. Nel febbraio del 1957, il consiglio comunale, accogliendo una sollecitazione gover­nativa in tal senso...

La tutela del centro storico

Per quanto riguarda il centro storico, gli estensori del Piano Regolatore definirono l'edilizia delle aree residenziali popolari in "gravi" condizioni igieniche, statiche e di affollamento, con ne­cessità di urgenti interventi di ristrutturazione e di risanamento specialmente alla Mattonata, nella parte orientale di San Giacomo e tra via San Florido e via della Cannoniera. Il Piano Regolatore Generale indicò alle future...