Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Città di aspri contrasti

Radicali e socialisti al potere

  Città di Castello aveva come sindaco dal 1910 Adolfo Maioli; guidava una giunta di radicali, partito al quale apparteneva, e socialisti. Ne facevano parte gli assessori Ulrico Biondi (istruzione), Ettore Cecchini (sanità e servizi pubblici), Emilio Pierangeli (lavoro, case popolari, emigrazione), Domenico Mancini (stato civile), Giuseppe De Rosi (personale municipale) e Vincenzo Gualterotti (lavori pubblici), che però...

Giornali in lotta

  Al ricco, e sovente rissoso, pluralismo ideologico che contraddistingueva Città di Castello davano voce diversi periodici locali. I socialisti avevano come proprio organo di stampa, dall'ottobre 1902, il settimanale “La Rivendicazione”. L'11 gennaio 1912 segna l'ingresso nell'agone politico tifernate di una nuova testata, “Corriere Tiberino”, settimanale del partito radicale locale, guidato dal deputato Ugo Patrizi....

Cattolici e anticlericali

  Le tensioni tra radicali e socialisti e, all'interno del mondo cattolico, tra conservatori e innovatori erano ben poca cosa rispetto alla guerra aperta e senza esclusione di colpi che divampava tra lo schieramento cattolico da un lato e quello laico dall'altro. Città di Castello s'era fatta fama di città "riottosa e turbolenta" e a Perugia ironizzavano sul gran numero di processi a sfondo politico con protagonisti tifernati. Il...

Il Primo Maggio

  Il Primo Maggio i contadini iniziarono a festeggiarlo la notte della vigilia, accendendo dei falò. Si dettero da fare anche i cattolici e “Voce di Popolo”, nella quale scriveva il contadino Ruggero Fiordelli, si mobilitò a sostegno della “Unione Popolare”. Era comunque lo schieramento democratico a sentire in maniera particolare la festa. I socialisti organizzarono dei comizi a Trestina e Lama. Molti operai,...

"Nudità indecenti"

  Il mancato invito all'inaugurazione della Pinacoteca Comunale fu certo uno sgarbo al vescovo. Abituato a rispondere colpo su colpo, mons. Liviero lanciò una controffensiva attraverso le pagine di “Voce di Popolo”, denunciando l'immoralità di alcuni affreschi di palazzo Vitelli alla Cannoniera. Si legge nel numero del 5 luglio del settimanale cattolico: “Perché si è voluto conservare lo sconcio...