Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

La fondazione e i primi passi

La Scuola di Plastica

Antenata della “Bufalini” fu la Scuola di Disegno e Plastica. La propose nel 1838 il sacerdote GioBatta Rigucci per risollevare le sorti di un artigianato i cui operatori “procedevano a caso, e grossolanamente”. Ebbe come primo insegnante Vincenzo Barboni, pittore che vi si dedicò con passione, ben oltre i limiti dell’incarico ricevuto dal Municipio: “[…] scendeva nell'ore più libere alle loro...

Lo scenario economico e sociale

Città di Castello contava allora poco più di 6.000 abitanti nel centro urbano e quasi altri 20.000 nel vasto territorio rurale. Una realtà, quindi, prevalentemente agricola. Nei poderi, condotti a mezzadria, si coltivavano molto grano e granturco, quasi esclusivamente per l’alimentazione della popolazione della vallata, si produceva vino di non eccelsa qualità e si allevavano bovini in quantità tale da poterli...

La Società Patriottica e l'istruzione professionale

Tra le figure emergenti della democrazia tifernate vi era Giulio Pierangeli. Nelle elezioni sociali del maggio 1909 i socialisti e i repubblicani ripresero il controllo di una importante istituzione tifernate, la Società Patriottica degli Operai, e posero alla presidenza questo giovane avvocato socialista. Dall’inizio del Novecento, la pressione dei soci socialisti e repubblicani stava spingendo la Società Operaia ad interessarsi...

I primi passi

Il 21 novembre 1909 un pubblica manifestazione nel Palazzo Municipale sancì la nascita della Scuola Operaia di Città di Castello. Giunse da Terni il prof. Virgilio Alterocca, industriale di larghe vedute e promotore di un istituto professionale nella sua città. Il primo anno frequentarono assiduamente i corsi serali, divisi in due classi, 46 allievi su 55 iscritti; altri 40 presero parte al corso domenicale. L’insegnamento...

Finalità e indirizzi didattici

  I primi tre anni di vita della Scuola Operaia avevano rafforzato le intuizioni di carattere culturale, didattico ed etico poste alla base del riuscito esperimento. Innanzitutto il territorio di Città di Castello e la sua economia abbisognavano di un istituto professionale che contribuisse all’emancipazione di un gran numero di lavoratori manuali, non semplicemente di una elite: “Meglio cento operai che salgano un gradino,...

Gli anni della Grande Guerra

  Nell’anno scolastico 1914-1915, promossero alla classe successiva 78 allievi della Scuola Operaia, altri 12 completarono il corso di studi. L’Italia era già entrata in guerra quando, nell’anno successivo, i corsi di disegno geometrico e ornamentale, di disegno applicato ai vari mestieri, di plastica e di cultura generale contavano 38 falegnami, 31 fabbri meccanici, 20 muratori, 14 decoratori, 8 scalpellini, 18 tipografi,...

Il testamento di Gio:Ottavio Bufalini

Il marchese Gio:Ottavio Bufalini morì a Falconara Marittima il 28 agosto 1896. Era nato a Città di Castello l’11 luglio 1847 da Filippo e Virginia Orlandini del Beccuto. Poco si sa della sua vita. Non ricoprì cariche pubbliche; né il suo nome compare tra i promotori più attivi delle maggiori iniziative che attraversarono la società tifernate nei decenni successivi all’Unità italiana. Non...