Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Otto marzo: donne da ricordare
Viene da ripensare alle mimose che si cominciò a regalare negli anni ’70. Auspicavano l’emancipazione a ragazze – oggi donne – di cui ci sentivamo bravi, e innamorati, compagni; ragazze che si incamminavano verso orizzonti ancora inesplorati di libertà e di partecipazione, felici di poter condividere quella loro avventura con dei ragazzi – oggi uomini – che stavano imparando a rispettarle.
Se n'è andato del tempo. Mimose spesso appassite; talvolta ridotte a insipida routine, prodotte e risucchiate dall’idrovora consumistica. Il giallo della mimosa che stenta a coprire il rosso della vergogna per il florilegio e protagonismo di escort, entreneuse, veline e oche giulive. Bei corpi giovanili ridotti a strumento di arrivismo sociale; e pure corpi non più giovani che tuttavia manterrebbero la bellezza e la dignità della loro età, se non li si riducesse a false e ridicole maschere di eterna giovinezza.
Poi, è cronaca recente, un urlo di ribellione: “Se non ora, quando?”. Finalmente…
Otto Marzo 2011. Uno sguardo al nostro passato per ricordare donne che ci hanno tramandato la libertà e il benessere materiale in cui gran parte di noi vivono e che ci hanno lasciato profondi messaggi di benessere etico e spirituale.

Le eroine del Risorgimento

Cominciamo da loro, visto che festeggiamo il 150° dell’Unità d’Italia. Finora se ne è parlato poco di queste donne. Giulia Niccolini ad esempio. Di origine fiorentina, moglie del marchese tifernate Giuseppe Pasqui, faceva parte del ristretto gruppo di cospiratori liberali di Città di Castello. Ascoltata consigliera dei patrioti, detestata dal potere pontificio, fu lei a organizzare la festa di piazza nella quale...

Alice Hallgarten Franchetti

E’ morta proprio cent’anni fa. Donna di grande intelligenza e sensibilità, mite e lungimirante, incanalò energie umane e risorse finanziarie verso iniziative filantropiche che hanno segnato la nostra storia: le scuole elementari della Montesca e Rovigliano, il Laboratorio Tela Umbra. Francescana nei modi, di religiosità non confinabile negli angusti confini delle chiese, scrisse nel 1905: “Teniamoci tutti a quella...

Le tabacchine

Un altro anniversario in questo 2011: sono cent’anni che è stata fondata la Fattoria Autonoma Tabacchi. Per quanto – legittimamente – si mettano ora in discussione tabacco e fumo per le patologie che provocano, resta il fatto che, se non si fosse coltivato il tabacco, l’Alta Valle del Tevere non avrebbe conosciuto lo sviluppo economico e sociale di cui ha beneficiato. Oltre naturalmente ai contadini coltivatori, le umili...

Le tipografe

Sin dall’ultimo quarto dell’‘800 quella che è stata a lungo l’unica vera industria di Città di Castello non ha potuto fare a meno dell’apporto delle donne. Le si impiegavano – naturalmente pagandole meno degli uomini – soprattutto nei reparti di compositoria e di legatoria. Alcune stavano alle macchine da stampa, ma con la mansione più umile e stressante: quella di inserire ad uno ad uno...

Le lavandaie

Le lavatrici domestiche si sono diffuse nelle nostre case dagli anni ’60 del secolo scorso. Prima si faceva il bucato in casa, operazione lunga e faticosa, oppure si davano i panni da lavare alle lavandaie. Queste povere donne passavano con le loro carrette, raccattavano i panni e li portavano a lavare al Tevere e presso altri torrenti. Inginocchiate sulle loro pietre, insaponavano e sciacquavano all’acqua corrente: a mani nude, a tutte...

Santa Veronica Giuliani

L’anno scorso si è festeggiato l’anniversario dei 350 anni della nascita. Veronica è un monumento della storia religiosa tifernate e della mistica universale. La sua vita, irta di autoimposte privazioni e sofferenze, incute timore. Vien da pensare: se la via verso la salvezza eterna fosse quella – o solo quella – il Paradiso ce lo sogneremmo... Se poi si leggono i suoi scritti, si capisce che lei ha portato all’estremo...

Le badanti

Nemmeno a chi ce la vuole a morte con gli extracomunitari verrebbe mai in mente di contestare le badanti. Sono figlie del nostro tempo, sia perché chi viene da paesi più poveri si adatta ai lavori più ingrati pur di sopravvivere, sia per l’invecchiamento della popolazione nei paesi più ricchi. E’ un fenomeno che conosciamo bene: anziani con le patologie più varie, spesso drammaticamente soli; famiglie...