Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Frammenti di storia altotiberina

Le esigenze di sintesi e di fluidità di lettura di un’opera di carattere storico costringono spesso a usare solo parzialmente, o nei suoi aspetti fondamentali, la documentazione reperita nei vari archivi. Ciò è avvenuto, e in modo rilevante, anche per il volume “L’Alta Valle del Tevere e la Grande Guerra”, per il quale il lavoro di ricerca ha investito tutti gli archivi della vallata.
Dal punto di vista squisitamente “locale”, avrebbe dunque meritato offrire numerose altre informazioni. Pertanto, con l’intento di ampliare la conoscenza di un periodo assai poco noto e suscitare l’interesse, e porre le basi, per nuovi studi, proponiamo alcuni “frammenti” di storia altotiberina degli anni 1915-1918. Sono autonomi l’uno dall’altro: a legarli insieme è proprio lo scenario nel quale gli eventi ebbero luogo e l’auspicio che possano servire come integrazione o approfondimento di temi trattati nel volume citato.
Questi “frammenti” di storia locale sono stati pubblicati in “Pagine altotiberine”, quadrimestrale dell’Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere, numero 36 del 2008 e numeri 37, 38 e 39 del 2009.

Reati di natura annonaria durante la Grande Guerra

Nel settembre 1917 la Corte di Appello di Perugia prese in esame il caso del colono di 60 anni di Pietralunga Domenico Fonti. Era stato condannato dal pretore di Umbertide il 23 giugno di quell’anno a L. 320 di multa per la vendita di quattro quintali di grano a prezzo superiore al calmiere. La Corte non ritenne validi i motivi dell’appello e confermò la colpevolezza del Fonti; però gli concesse i benefici della sospensione...

Reati di natura politica durante la Grande Guerra

Nell’agosto 1915 la Corte di Appello di Perugia esaminò il ricorso del meccanico di San Giustino Andrea Baccellini, di 57 anni, contro la condanna a 15 giorni di detenzione inflittagli dal pretore di Città di Castello il 17 luglio precedente. Il Baccellini era andato su tutte le furie nella sede dell’ufficio postale sangiustinese perché gli erano state tassate per multa alcune lettere non affrancate speditegli dai...

Di cosa si moriva

L’ufficiale sanitario tifernate, il dottor Fabbri, redasse una Relazione annuale sui decessi verificatesi nel Comune di Città di Castello nel 1916. Segnalò che vi era stata “una endemia sporadica di febbri tifoidee, di indole mite e limitata alle frazioni di Morra e Lerchi”, causata dalle “pessime condizioni” dei pozzi di acqua potabile; aveva colpito 107 individui, uccidendone 20...

I Comitati di Assistenza Civile

Con l’entrata in guerra dell’Italia, su indicazione governativa sorsero in tutti i comuni i Comitati di Assistenza Civile (C.A.C.). La massa delle forze armate era formata da uomini dei ceti meno abbienti, che sovente lasciavano in condizione di grave precarietà la famiglia. Alle mogli, ai bambini e agli anziani genitori di contadini e operai venne a mancare chi portava reddito, chi contribuiva a tenere saldi i vincoli famigliari,...

La Società Operaia di Sansepolcro

L’attività del Comitato di Assistenza Civile di Sansepolcro finì con il gravitare attorno alla Società Operaia. Furono nei suoi locali, e in quelli della vicina sezione socialista, che lavorarono le donne addette alla produzione di vestiario militare; un’occupazione che permise a numerose congiunte di soldati di guadagnarsi da vivere e che ebbe in Luigi Bosi il direttore di fatto. La Società Operaia svolgeva...

La debolezza politica del proletariato

Durante la guerra, i socialisti altotiberini, per quanto aspramente critici verso la borghesia locale, non rifuggirono da schiette analisi del livello di coscienza di classe e dei comportamenti. Dopo il tumulto di Monterchi del 19 febbraio 1915, durante il quale un contadino fu ucciso da un carabiniere, “La Rivendicazione” non speculò sul fatto, ma enfatizzò l’immaturità politica di quella popolazione rurale,...

I profughi di Umbertide

Anche l’Alta Valle del Tevere contribuì a lenire le sofferenze dei profughi allontanati dalle zone dove imperversavano i combattimenti. Ne ospitò gruppi sia nei primi mesi di guerra, soprattutto friulani dei territori occupati dalle truppe italiane, sia dopo Caporetto, quando l’esodo interessò il Veneto invaso dalle truppe austro-tedesche. Le comunità di profughi più compatte si insediarono a Umbertide...

Il travaglio dei cattolici e lo scontro con i socialisti

Cronache ed editoriali dei periodici locali sono documenti rilevanti per ricostruire la complessa dinamica dei rapporti politici e del confronto – spesso vero e proprio scontro – tra le ideologie che raccoglievano maggior consenso nella società altotiberina. Si tratta di documenti molto rappresentativi: «La Rivendicazione» era infatti l’organo ufficiale dei socialisti della valle; «Voce di Popolo» esprimeva...

Il carovita

Durante la Grande Guerra, le angustie della popolazione furono aggravate dall’irrefrenabile aumento del costo della vita. L’esistenza di diversi periodici altotiberini permette di conoscere in modo particolareggiato come si sviluppò la spirale del carovita e le reazioni – ora allarmate, ora furenti, spesso sfuggite alla pur rigida censura – che suscitò nei ceti più disagiati. A farsene portavoce fu...

Tra dialetto e modestia di capacità espressive

Negli archivi comunali altotiberini si conservano numerose lettere e cartoline inviate dai soldati impiegati in zona di guerra. Passavano per il municipio di residenza alcune richieste - talvolta vere e proprie suppliche -, di sussidi, di licenze per problemi di famiglia o di lavoro, di informazioni sui propri congiunti o su questioni burocratiche legate allo stato di guerra. E rimase in archivio la corrispondenza che, per varie ragioni, non fu possibile...

Morire in guerra di malattia

L’imponente censimento dei caduti altotiberini nella Grande Guerra realizzato da Marcello Pellegrini [1]   permette di analizzare con grande dettaglio le cause di morte dei militari. Non è stato possibile accertare in tutti i casi il tipo di ferita o di malattia, o di circostanza, che risultarono fatali ai combattenti. Non avveniva sempre, infatti, l’annotazione del decesso nei registri municipali di stato civile;...

Problemi di igiene e di salute pubblica nella valle

Documenti d’archivio e cronache del tempo della Grande Guerra svelano una realtà igienica alquanto arretrata nell’Alta Valle del Tevere. Frutto di povertà e ignoranza assai diffuse, mal fronteggiata da autorità municipali con scarsi mezzi e comunque, talvolta, poco consapevoli dei rischi che incombevano sulla pubblica salute, la sporcizia regnava soprattutto nelle campagne e nei quartieri urbani popolari. Non pare...
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