Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Gli altotiberini in guerra
Il volume “L’Alta Valle del Tevere e la Grande Guerra” tratta estesamente le problematiche militari del conflitto. Questa sezione del sito propone soprattutto una selezione di testimonianze di soldati altotiberini, cercando di ricostruire attraverso le loro esperienze i vari aspetti della guerra: la vita di trincea, il dramma della battaglia, i massacri, l’insidia degli attacchi con il gas, la tensione dei bombardamenti, la lotta contro la neve, le precarie condizioni igieniche, l’assistenza ai feriti e ai malati, lo strisciante malcontento, la difficoltosa corrispondenza con i famigliari, gli interrogativi spirituali, la voglia di evasione, lo stridente contrasto tra eroi e imboscati; e inoltre, le contrastanti emozioni della ritirata e della vittoria, la tragedia dei tanti prigionieri internati nei campi di concentramento austro-ungarici.

Guerra o non guerra: opinioni di soldati

Le ragioni a favore della guerra Mentre svolgeva ancora l’addestramento preparatorio alla partenza per il fronte, il soldato di Selci Luigi Leonardi si interrogava sulla guerra. Devoto cristiano, viveva quell’“orrendo spettacolo raccapricciante” con abbandono alla volontà divina. Amava la musica e, da musicista autodidatta, componeva walzer, polke e mazurche; solo questa “arte divina” riusciva...

In trincea

Prima dello scoppio della guerra, l’esercito austro-ungarico ebbe modo di individuare e fortificare i punti strategici che avrebbero dovuto reggere l’urto offensivo degli italiani. Naturalmente privilegiarono posizioni in altura, più difficilmente accessibili e dalle quali potevano bersagliare gli attaccanti con ogni tipo di arma. Lo sottolineò Gabriotti: “[…] noi posse­devamo le pendici ed...

Testimonianze di battaglia

Personaggio di spicco della tabacchicoltura altotiberina – direttore della Fattoria Autonoma Tabacchi di Città di Castello e, dal 1939, proprietario di un suo stabilimento a Trestina – Dino Garinei cercò di descrivere in questa lettera il caotico intreccio di circostanze e di emozioni negli scontri armati nella Grande Guerra…

“Si vuole così il Macello…”

Gli alpini chiamavano il Col di Lana “panettone”. Quella montagna erbosa di 2.464 metri di altezza, quasi un’anomalia tra le imponenti vette dolomitiche, proprio per le sue caratteristiche fu individuata dal comando italiano come il punto ideale per aprire una strada verso la Val Badia. La successione di attacchi frontali contro le postazioni austro-ungariche l’avrebbe fatta ribattezzare il “Col di Sangue”...

Morte per gas sul Monte San Michele

Il 29 giugno 1916 i soldati italiani trincerati tra il Monte San Michele e San Martino del Carso furono colti impreparati da un attacco con gas asfissianti. Per la prima volta il nemico vi faceva ricorso in modo massiccio. La nube di gas con cloro e fosgene uccise migliaia di soldati e ne ridusse in condizioni critiche molti altri. Il capitano medico Gregorio Soldani descrisse come i gas venivano rilasciati: “Contenuti sotto...

Nella decima battaglia dell’Isonzo. Dal diario di un mitragliere

Lunedì 7 maggio 1917 il mitragliere Luigi Leonardi entra in trincea a Zagora (Plava). Nei pressi è la Galleria Gorizia, costruita dal 5° Genio Minatori. Alcune trincee nemiche sono solo ad otto metri di distanza.  Ad un tratto gli austriaci lanciano gas asfissianti. Gli italiani si difendono indossando prontamente le maschere protettive. Mentre si succedono tiri di bombe a mano e scambi di colpi d’artiglieria...

Piloti di Città di Castello

Erano nati a Città di Castello i fratelli Michele e Napoleone Rapini, personaggi molto noti nell’ambiente dell’aviazione internazionale. Entrambi conseguirono il loro primo brevetto da pilota nel 1912 in Francia, dove si erano trasferiti. I concittadini ricordavano Michele come “un artiere che si era fatto aviatore, e nell’aspra lotta per il dominio dell’aria si era conquistata fama e ricchezza”....

La posta in guerra

“Il maggior conforto del soldato al campo è la posta: se alla distribuzione non viene consegnato nulla, la tristezza di quel giorno è assicurata! La lettera o la cartolina sono l'unica cosa che lassù ci legano alla vita. Il segreto quindi di tenerci tranquilli lo avete voi quaggiù: scrivete, scrivete e siate certi che sarà una delle opere più benemerite da voi compiute!” Così Venanzio Gabriotti...

Lettere di soldati

Le lettere dei soldati diffuse dai giornali altotiberini sono solo relativamente rappresentative degli stati d’animo e delle convinzioni dei combattenti. Da un lato agivano la censura militare e la minaccia di punizioni qualora la missiva avesse contenuto espressioni critiche sulla guerra o comunque tali da alimentare pessimismo sul suo esito; dall’altro i periodici esercitarono un accurato filtro, proponendo i testi che...

Fede e guerra

Il contadino Paolo Tavernelli seppe trovare le parole per esprimere il senso del dovere come cittadino e come cristiano: “Io, caro babbo, sono rassegnato e preparato a affrontare coraggiosamente per la suprema difesa della Patria le più dure e penose fatiche ed i più spaventosi pericoli. A tutti chiedo perdono di quanto posso aver fatto di male. Al destino supremo lascio la esistenza, ed al Signore offro il sacrificio...

Svaghi e amori

“Noi si sta in trincea contenti e tranquilli; quando bombardano, ci cacciamo sotto le grotte, e sotto le buche, che servono per ricoprirci; quando cessano di tirare, allora esciamo e ci divertiamo a giocare a carte e a tanti altri divertimenti, ci raccontiamo le novelle come si fa la sera di Natale e così si passa le ore, altrimenti il tempo non passerebbe mai”. In questa lettera, Giovanni Morini rivelava come la quotidianità...

Malcontento e repressione

Diversi fattori concorsero a dar corpo a una insoddisfazione che, in situazioni esasperate, poteva facilmente tradursi in vero e proprio rigetto della guerra. Innanzitutto i massacri cui andarono incontro le truppe italiane, con ondate di fallimentari attacchi frontali contro la fitta rete di reticolati e le munitissime difese dell’esercito austro-ungarico. Stragi che apparvero ai combattenti irrazionali e ingiustificate, prevedibili e quindi...
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