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Frammenti di storia altotiberina - Storia Tifernate e altro di Alvaro Tacchini

Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Frammenti di storia altotiberina

I profughi di Umbertide

Anche l’Alta Valle del Tevere contribuì a lenire le sofferenze dei profughi allontanati dalle zone dove imperversavano i combattimenti. Ne ospitò gruppi sia nei primi mesi di guerra, soprattutto friulani dei territori occupati dalle truppe italiane, sia dopo Caporetto, quando l’esodo interessò il Veneto invaso dalle truppe austro-tedesche.
Le comunità di profughi più compatte si insediarono a Umbertide e a Pieve Santo Stefano. Ma altri trovarono rifugio un po’ dappertutto. Quelli di Pieve Santo Stefano, un centinaio, giunsero dalla valle del Natisone dopo Caporetto e formarono una vera e propria “isola” etnica nella cittadina altotiberina. Sui profughi di Umbertide, invece, vi è abbondante documentazione già dai primi mesi del 1916 [1].  
Stato ed enti locali concorsero per assisterli. Le autorità governative garantirono sussidi giornalieri e vestiario; gravò invece sui comuni la ricerca di un alloggio, la frequenza scolastica dei bambini e la ricerca di qualche occupazione per chi era in grado di lavorare.
La comunità profuga di Umbertide fu ospitata nel “Ricovero di Santa Maria”, disciplinato, su disposizioni prefettizie, da un rigido regolamento interno. Nel 1918 la componevano 45 persone, tra cui 29 donne. Pubblichiamo l’elenco completo dei rifugiati a Umbertide di cui si sono reperite schede informative. Lascia intuire le storie di sradicamento e di sconvolgimento famigliare di profughi per lo più originari del territorio allora di confine tra Italia e Austria-Ungheria; i mariti di alcune donne ancora combattevano nell’esercito austro-ungarico. Tra parentesi è indicato l’anno di nascita del profugo.
 
I profughi di Umbertide
 
Boschin Maria, nata Sgubin (1883), di Isola Morosini, massaia, moglie di Giuseppe, prigioniero in Russia.
Corbatto Giovanni (1857), pescatore, e Zanola Maria (1861), operaia di filanda, di Monfalcone; sono con le figlie Giovanna, Maria,Teresa, Elisa e Giulia (tre di esse lavoravano in un cotonificio e una come sartina), il figlio Giulio e tre nipoti. Fa parte del loro gruppo famigliare un altro nipote, Giovanni Rossi (1900), marinaio.
Neri Carolina, nata Corbatto (1882). È figlia di Giovanni e di Maria Zanola. Proviene da Monfalcone e ha con sé i figli Giusto, Giovanni, Amelia e Alfredo. “Crede” che suo marito Antonio sia militare in Dalmazia.
Corbatto Anna, nata Vetach (1886), massaia, è con il marito Carlo (1887) pescatore, le figlie Dolores e Giovanna e la mamma Angela Zorzin; vengono da Monfalcone.
Devidè Caterina, nata Vetach (1882), moglie di Antonio. Nata a San Fior di Sotto (Conegliano), risiede a Monfalcone; è con i figli Giuseppe, Angiola e Giovanni.
Paccor Elisa, nata Velach (1878), originaria di San Fior di Sotto (Conegliano), ma residente a Monfalcone. Massaia, è moglie del militare Antonio, “lasciato in Austria”. Ignora dove si trovi. È con i figli Maria, Antonietta, Giulia, Romeo e Antonio, nati tra il 1902 e il 1913; è con loro il colono vedovo Antonio Paccor (1844), forse uno zio.
Sgorbissa Maria, nata Vetach (1870), di Monfalcone, moglie di Giacomo (“lasciato in Austria”); è con i figli Rosa, Giuseppe, Angela, Maria e Caterina. Una di esse è “moglie illegittima” di Romeo Piazza di Cividale.
Anna, Caterina, Elisa e Francesca Vetach sono sorelle.
Sgorbissa Francesca, nata Bin (1891), di Monfalcone; è con il figlio Carlo, avuto da Antonio Nobile di Palmanova, “prigioniero in Austria perché suddito italiano”.
Pacoric Angelo (1887), pescatore, e la moglie Rosa Fuser (1888), operaia di cotonificio. Sono di Monfalcone; lui è stato ferito ed è in licenza da 6 mesi.
Trevisan Andrea (1869), agricoltore, quasi cieco, e il figlio (1899), cardaio, di Monfalcone. La moglie Caterina Urdis è profuga a Genova. Un altro figlio, di nome Liberale, è militare in Austria.
Vecellio Rosaria (1892), di Auronzo, nubile, profuga dal 26 marzo 1918, casalinga, cittadina italiana (“cittadina irredenta”); è con i figli Claudio e Ugo, nato il 14 aprile 1918.
Fantini Maria (1887), di Udine, è con il figlio Narciso Domenichini, nato nel 1916.
Duro Bruno (1864), di Centi Tesino [2].


[1] Cfr. Tacchini, L’Alta Valle del Tevere e la Grande Guerra cit., pp. 81-84.
[2] ASCU, Comune di Umbertide, Elenco dei profughi, 31 maggio 1918; Situazioni di famiglia dei profughi, 30 ottobre 1918. Le date tra parentesi indicano l’anno di nascita della persona.