Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

Mappa interattiva

Dal Kentucky al Virginia Bright

Una sfida

 
Quanto fosse impegnativa la coltivazione del Bright ebbe a sottolinearlo Giulio Pierangeli, avvocato della Fattoria e ascoltato consigliere dei procuratori e del direttore: “Le foglie del Virginia sono molto più delicate di quelle del Kentucky, ed è necessario collocarle nei locali di cura nella stessa giornata in cui vengono colte, senza esporle al sole: pesano quattro o cinque volte meno, e quindi per avere un quintale di Virginia occorre molta maggior mano d'opera per l'infilzamento delle foglie e poi per la cernita [...]”. E ancora: “Bisogna cogliere gradualmente il tabacco foglia per foglia, quando questa sia giunta al punto giusto di maturazione: bisogna provvedere con rapidità e con attenzione all'infilzamento delle foglie e al carico dell'essiccatoio, perché il ritardo danneggerebbe il prodotto; bisogna poi usare durante la cura a fuoco una vigilanza continua ed intelligente, seguendo con il termometro, le variazioni della temperatura nell'essiccatoio, ove si deve giungere gradualmente e tempestivamente agli 80 gradi, e tenendo sempre conto delle leggere variazioni di colore delle foglie. Una distrazione durante il periodo della cura può compromettere una infornata, con danno grave e irreparabile: se il tabacco anziché divenire giallo diviene marrone, la partita non vale un soldo”. Inoltre, per avere un prodotto buono e abbondante – scrisse Pierangeli – era necessaria un'abbondante e razionale irrigazione, non con i “mezzi primitivi” usati fino ad allora, bensì “sfruttando le acque sotterranee e quelle dei torrenti e dei fiumi” e dotandosi di moderni impianti fissi e di piccoli bacini.
Pierangeli seppe cogliere i promettenti sviluppi di carattere sociale che la coltivazione del Bright stava per innescare: proprio gli ingenti investimenti finanziari e la mobilitazione delle migliori energie umane da essa richiesta avrebbero contribuito a una decisiva opera “civilizzatrice” della campagna altotiberina e della popolazione rurale. Da un lato era stimolato lo spirito imprenditoriale del proprietario terriero, dall'altro si prospettava alle famiglie mezzadrili un'occasione unica per aumentare reddito e tenore di vita, dedicandosi al Bright in periodi in cui non erano assorbite da altri lavori. Anche per questo, dando prova di lungimiranza, i dirigenti della Fattoria incentivarono il lavoro di essiccazione del Bright nelle campagne: sarebbe costato di meno effettuarlo nel magazzino cittadino, ma gli agricoltori avrebbero così perduto una parte cospicua dei loro proventi.